Il Tirreno

Montecatini

Truffa alle Poste di Nievole, già partiti i rimborsi

David Meccoli
Truffa alle Poste di Nievole, già partiti i rimborsi

E l’azienda incontra in Comune a Montecatini i clienti derubati per spiegare le modalità di risarcimento

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MONTECATINI. La dea della giustizia stavolta si mette dalla parte dei più deboli e la vicenda della maxi-truffa dell'ufficio postale della frazione di Nievole (o meglio, da parte dell'unico dipendente di esso) sembra prendere la giusta china. Poste Italiane ha infatti dato il via in questi giorni ai primi rimborsi con percentuali variabili sul patrimonio investito.

E nel pomeriggio di venerdì 27 maggio (l'appuntamento è per le 15 in municipio) la società spiegherà a tutti i truffati l'iter che sarà seguito nelle prossime settimane (ma più probabilmente nei prossimi mesi) fino al completamento della fase risarcitoria. E, si spera, Poste svelerà anche l'entità della truffa, il numero esatto delle famiglie coinvolte e se saranno (o meno) rimborsati anche gli interessi sugli investimenti.

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L'appuntamento segue la “trasferta” fatta dal sindaco Giuseppe Bellandi, dall'on. Edoardo Fanucci e dal presidente del consiglio comunale Andrea Rastelli (lui stesso residente nella frazione collinare), che si erano recati nelle scorse settimane a Roma per parlare con i vertici della società, strappando la promessa della loro partecipazione a un incontro che inizialmente si sarebbe dovuto svolgere sul luogo del “misfatto” (il circolo Arci di Nievole), ma poi è stato spostato negli uffici comunali.

Oltre 60 famiglie coinvolte per un totale di (minimo) 3 milioni di euro svaniti. Questo era stato il primo bilancio degli ammanchi registrati nel piccolo ufficio postale. Nel mirino della rabbia di tante famiglie e nelle denunce presentate ai carabinieri c'è un solo nome, quello dell'unico dipendente di Poste Italiane che da circa 12 anni, secondo l'accusa, portava avanti il suo giro truffaldino. L'uomo avrebbe intascato i soldi rilasciando ricevute apparentemente regolari (in realtà senza alcun valore) e creando conti “paralleli” dai quali attingere nel caso un cliente avesse chiesto parte o l'intera cifra “investita” in buoni fruttiferi o polizze assicurative.

«Dati precisi sull'entità del danno e sulle famiglie già rimborsate - dice il sindaco - ancora non ne abbiamo. Ma l'atteggiamento tenuto da Poste Italiane nei loro confronti dimostra che esserci mossi per tempo ha portato i suoi risultati».

«Ho parlato con alcuni cittadini truffati - dice il consigliere Rastelli - e posso confermare (avendo anche la testimonianza diretta di mia madre, anche lei tra gli investitori) che alcuni rimborsi, seppure non nella loro interezza, sono già stati fatti. Sembra che la procedura sia stata fatta a partire da chi per primo ha sporto denuncia, ma Poste si è resa disponibile anche a modificare questa logica sulla base delle esigenze dei singoli».

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