Sicurezza
Leopoldine ai privati: le Terme vendono anche la proprietà
Dopo la Torretta, anche lo stabilimento con la piscina incompiuta potrebbe finire sul mercato
MONTECATINI. Non solo Torretta, anche le Leopoldine potrebbero presto finire sul mercato. È infatti questo che viene esplicitamente indicato nell'ordine del giorno che sarà portato in discussione venerdì dalla commissione paritetica Comune-Regione.
Al primo punto i sei membri della commissione (Antonio Barretta, Elisa Nannicini e Arabella Ventura quali membri nominati da Firenze; Franco Arizzi, Rossana Parlanti e Aniello Striano indicati da Montecatini) parleranno, oltre che dell’alienazione del capitale sociale della società Gestioni Complementari (srl che comprende stabilimento Torretta, area verde che lo circonda, tennis club e campo prova golf), di cui abbiamo scritto diffusamente nei giorni scorsi, anche di altri due punti di primaria importanza per le nostre Terme. Il primo recita: “Individuazione di un investitore privato alla ultimazione e alla gestione delle Terme Leopoldine previa (attenzione a questo passaggio, ndr) eventuale acquisizione in proprietà”. Se la prima ipotesi - quella del privato che si prende in carico la piscina, ne porta a termine i lavori e poi la gestisce, scalando i primi anni di canone di locazione per recuperare parte dell'investimento - era già circolata nei mesi scorsi parallelamente al progressivo tramontare del rinnovo del mutuo da parte delle banche, la vera novità è ora l'apertura alla possibilità della “acquisizione in proprietà”. In altre parole, con la messa sul mercato di Torretta e Leopoldine, Comune e Regione sembrano prendere decisamente la strada di una nuova privatizzazione dell'azienda più importante della città, sebbene con una formula diversa rispetto a quella (fallimentare) che portò le Terme alla cordata ascolana all'alba del nuovo millennio.
Stavolta, infatti, sembra più uno “spacchettamento” dei beni, anche se saranno i tecnici a formalizzare l'iter che porterà a privatizzare le singole progettualità e anche se niente vieta che uno stesso soggetto possa poi essere interessato a entrambi i complessi. Già, ma chi? Ieri parlavamo dell'ipotesi del gruppo di imprenditori locali, ma non c'è un'esclusività nelle (future) trattative. Il sindaco potrebbe infatti sfruttare i suoi contatti sviluppati all'interno dell'Ehtta (l'associazione delle città storico-termali) e dell'Unesco (dove Montecatini è candidata a diventare patrimonio dell'umanità congiuntamente con altre realtà termali europee). Probabilmente verrà comunque fatto un bando pubblico a evidenza europea. E non è tutto: l'ultimo punto che sarà discusso in commissione sarà la vendita degli immobili non strategici. In sostanza si chiederà a Comune e Regione di indicare preventivamente quali beni mettere sul mercato, dopodiché sarà la società a procedere con i bandi per la loro cessione.
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