Gioco
Il vecchio Bar Ilio di Montecatini riapre per una notte
Gli affezionati clienti del locale di via Marruota affittano il refettorio del vicino Corpus Domini
MONTECATINI. A differenza di quanto sosteneva Francesco Guccini, non sono ancora aperte come un tempo le osterie di fuori porta. O meglio, esistono ancora, con denominazioni diverse e nuovi proprietari,ma hanno totalmente perso l'identità di allora. È il caso del Bar Luna, nella trafficata periferia di via Marruota, nel profondo “Sottoverga”, ora gestito da una famiglia di cinesi gentili, situato in quello storico edificio a piano terra che un tempo era il Bar Ilio.
Più che un bar era una palestra di vita, a volte leggermente sopra le righe, che l'infaticabile Diana apriva alle 5 del mattino cantando i brani del liscio, e il finto burbero Ido, ferrarese trapiantato nella città delle Terme, rigorosamente in camicia a mezze maniche, chiudeva a notte fonda. Un punto di riferimento per la gente dell'ippodromo, per i giocatori di carte, ma pure per i pensionati e gli amanti del pallone e gli sportivi in generale. E per gran parte della più o meno scapestrata gioventù della zona Sud.
Fu proprio lì che negli anni ’70 fu fondato uno dei primi club organizzati del Montecatini, e più tardi vennero raccolti sul consumato panno verde del biliardo i fondi per il mega striscione “Marruota Rossoblù - uniti per vincere” da esporre al palazzetto. Come pure il Bar Ilio fu la prima squadra termale a vincere un campionato Uisp di calcio sotto le guida di mister Gaggioli.
Un bar che, di fatto, non chiudeva mai perché anche nel canonico mese di ferie (dedicato alla caccia) le sedie all'esterno non venivano tolte, «tanto lo so che venite lo stesso a rompere le scatole (per usare un eufemismo), tuonava Cappelli senior. D'altronde quel locale impregnato di fumo e dell'odore del ragù preparato nel cucinotto era una sorta di ombellico del mondo.
Ma sarebbe riduttivo limitarsi a questo invece di sottolineare che Ido e Diana sono stati, per molti, una sorta di famiglia, sempre pronta a intervenire in caso di bisogno. Tanti gli aneddoti e le storie tenute vive da chi ha frequentato il Bar Ilio e vissuto quei momenti a volte tragici e a volte di gioia e spensieratezza assoluta.
Ed allora ecco l'idea del gruppo storico degli avventori: «Perché non riapriamo il bar per una notte?». Detto, fatto. Con tanto di annuncio via Facebook. Ma serve una location ad hoc vista l'indisponibilità dell'originale. La soluzione è attraversare la strada e chiedere a don Pietro il vecchio refettorio (con cucina annessa) della parrocchia del Corpus Domini. E con la “benedizione” del parroco la sede è trovata, al pari della data: domenica 5 giugno dalle 20.30 in poi. Così assieme alla commemorazione dello sbarco in Normandia (notte fra il 5 e 6 giugno 1944) ci sarà pure lo “sbarco” in via Cairoli di quei ragazzi di allora, ora maturi over 50 ed oltre, con e senza prole appresso, provenienti da tutta la Valdievole, a rievocare il bel tempo che fu, ma soprattutto a rendere il dovuto ringraziamento per tanta sopportazione ad Ido e Diana, splendidi ottantenni, e alla figlie Monica e Federica, altre colonne portanti. Chi fosse interessanto può dare adesione tramite Facebook collegandosi all'evento. Basterà la sala del refettorio?
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