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Balducci, la storia finisce dopo 82 anni di gloria

Balducci, la storia finisce dopo 82 anni di gloria

Nella notte di lunedì la proprietà e i sindacati hanno firmato il verbale di accordo Tra i termini approvati: incentivo all’esodo per i lavoratori e pagamenti a rate

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PIEVE A NIEVOLE. Dopo 82 anni finisce la gloriosa storia della Balducci Spa. Resterà il marchio, ma non sarà più lo stesso: prima sinonimo di calzature per bambini di alta qualità, prodotte e commercializzate in Italia, d'ora in poi appiccicato su scarpe made in Estremo Oriente, realizzate dall'azienda Asso di Fermo, che qualche settimana fa ha acquistato il brand.

Nella notte di lunedì (intorno all'una), dopo cinque ore di trattativa, la proprietà dell'impresa con sede in via del Melo (rappresentata da Jacopo Nucci), i sindacati (Filctem Cgil, Uiltec Uil e Femca Cisl) e le Rsa aziendali hanno firmato il verbale di accordo negli uffici pistoiesi di Confindustria Toscana Nord. In discussione, come noto, c'era la procedura di mobilità per la riduzione di tutto il personale (45 lavoratori) in seguito alla cessazione dell'attività produttiva, avvenuta il 23 marzo scorso. Niente vie legali, dunque, come avevano minacciato le sigle sindacali al termine dell'ultima riunione fiume.

Nel documento si ripercorrono le tristi tappe del de profundis di un'industria che ha fatto le fortune del distretto calzaturiero della Valdinievole. In sostanza, Balducci spa riconosce ai lavoratori un incentivo all'esodo per il danno arrecato «anche a rinuncia di ogni pretesa inerente il licenziamento e il pregresso rapporto di lavoro». Poi sarà corrisposta nell'immediato la busta paga di maggio e verrà rateizzato il pagamento della tredicesima e quattordicesima, mentre è stata avanzata la richiesta di attingere al fondo tesoreria per la remunerazione del tfr. Secondo l'accordo non conta «l'anzianità professionale o il livello contrattuale vantato». I licenziamenti veri e propri scatteranno martedì 31 maggio.

I sindacati lo hanno firmato, ma è chiaro che i termini del verbale dovranno essere sottoscritti dalle maestranze: ed è per questo che domani alle 17 è convocata un'assemblea nella sede di via del Melo per presentare l'accordo. Dopo cinque faccia a faccia in Confindustria e un paio nelle stanze fiorentine del consiglio regionale, si chiude qui quella che viene definita «un’approfondita analisi della situazione aziendale, con ricorso a un piano di cassa integrazione straordinaria per crisi iniziato il primo febbraio, che si è dovuto interrompere il 30 aprile a causa del generarsi di enormi difficoltà finanziarie con impossibilità di proseguire il risanamento». (lu.si.)

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