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Montecatini

Torretta, spunta l'ipotesi della vendita ai privati

David Meccoli
I campi da tennis alle Terme Torretta (foto Nucci)
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I campi da tennis alle Terme Torretta (foto Nucci)

Quando l’assemblea dei soci delle Terme darà il via libera sarà la commissione paritetica ad esaminare il progetto

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MONTECATINI. A un privato (che potrebbe anche entrare in società con il pubblico e diventarne di fatto proprietario) l'intero complesso della Torretta, comprendente stabilimento termale, parco, tennis club e (mai decollato) campo prova di golf.

È quanto discuterà, dopo aver ricevuto il via libera dall'assemblea dei soci delle Terme, la commissione paritetica Comune-Regione, che si riunirà venerdì. L'organismo, chiamato in causa dal Comune dopo che per tempo se ne erano perse le tracce, è formato da Antonio Barretta, Elisa Nannicini e Arabella Ventura quali membri nominati da Firenze; e da Franco Arizzi, Rossana Parlanti e Aniello Striano indicati da Montecatini. Su sollecitazione del sindaco Giuseppe Bellandi saranno tutti chiamati a confrontarsi su un tema tanto apparentemente anonimo nelle dichiarazioni burocratiche ("alienazione capitale sociale della società Gestioni Complementari srl"), quanto sostanzialmente di fondamentale importanza per la città. Dietro quella società partecipata (al 100% dalle Terme) di una società già di per sé partecipata (dagli enti pubblici), Gestioni Complementari appunto, si cela infatti un complesso da anni in parte abbandonato (lo storico stabilimento con la sua area verde), in parte dato in gestione (il tennis club, uno dei più antichi d'Italia) e in parte sottoutilizzato (il "campone" dove furono installate le postazioni di prova per il golf, ma funzionante a singhiozzo e solo anni fa). E se quel "complementari" sta a indicare la non strategicità rispetto all'attività caratteristica delle Terme (benessere e cura idropinica), altra cosa è la potenzialità del complesso.

I soci, in pratica, vorrebbero cedere le quote (o almeno la maggioranza di esse) a un privato disposto a investire. E, a differenza di quanto si potrebbe pensare, i presupposti ci sarebbero tutti: l'idea sarebbe infatti quella di far cadere un tabù storico e concedere anche l'utilizzo dell'acqua termale che sgorga alla Torretta, per utilizzarla in una serie di piccole piscine ludico-termali, riabilitative o idroterapiche, che non dovrebbero andare, secondo le intenzioni, a cozzare con le (future, molto future) Leopoldine. Un'area nella quale, peraltro, il regolamento urbanistico già prevede la possibilità di realizzarvi strutture commerciali, ristorative e di fitness. E poi, altro punto da non sottolineare, è quello che Gestioni Complementari è una società sana, senza debiti, senza contenziosi aperti con chicchessia e priva di dipendenti. Non sembra neanche delle Terme.

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