Il Tirreno

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Terme incompiute

Tramonta il progetto delle piscine ludiche alla Salute di Montecatini

di David Meccoli
Tramonta il progetto delle piscine ludiche alla Salute di Montecatini

Il bando di affidamento triennale pubblicato dall’azienda mette una pietra sopra al piano presentato da Aqvasport

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MONTECATINI. Con il bando di affidamento in gestione della durata triennale affondano probabilmente in maniera definitiva le possibilità di vedere realizzato alle Terme Salute il progetto di mega-parco acquatico di cui, in verità, si erano perse le tracce da tempo. Era, questa, la grande speranza di rilancio della città, forse ancor di più che la più famosa “sorellina incompiuta”: la piscina termale delle Leopoldine. Se quest'ultima, infatti, si dovrebbe rivolgere a una clientela più selezionata, più attratta dal benessere, quello alla Salute era un piano che aveva come target i giovani, le famiglie o, comunque, un'ampia fascia di persone non troppo interessate a distinguere tra un'acqua al cloro e quella con i sali termali.

Ma per realizzare il parco ludico sarebbero serviti tanti milioni. Eppure c'era chi su Montecatini era ancora disposta a credere e a investire. Negli anni passati l'azienda bresciana Aqvasport, che già ha al suo attivo diverse simili strutture (soprattutto nel Nord Italia) aveva avuto numerosi incontri sia con il sindaco che con l'allora amministratore unico delle Terme Fabrizio Raffaelli. L'investimento previsto era di 20 milioni di euro, il canone di locazione sarebbe oscillato tra i 100 e i 150mila euro l'anno.

Il piano di Aqvasport prevedeva un intervento di ricostruzione edilizio - urbanistica, compreso un riordino delle aree comunali adiacenti (il parcheggio di via Marconi). L'idea progettuale conteneva anche la realizzazione di un complesso in cui sarebbero state collocate sia vasche dedicate alle attività ludiche (una decina, alcune con scivoli e spiagge artificiali) che attrezzature per il benessere. L'iniziativa, inoltre, non prevedeva funzioni termali chesarebbero entrate in competizione con gli stabilimenti curativi. Il piano prevedeva poi l'integrazione architettonica con il parco della Salute, la valorizzazione dell’immobile delle serre attraverso il recupero del fabbricato e il suo utilizzo per la ristorazione. L'area interessata avrebbe visto un'estensione di circa 10.600 mq coperti.

La durata del diritto di superficie richiesta era però di 99 anni, per ottenere un equilibrio economico finanziario necessario all'investimento. Mentre nel bando pubblicato dalle Terme si parla solo di una gestione della struttura fino al 2019. Decisione che ha messo una pietra tombale sopra le piscine ludiche. E ora non sarebbe male che qualcuno spiegasse i motivi per cui non si è mai arrivati a stringere un accordo con la società interessata.

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