La manifestazione
Bilancio, Venturini punzecchia il sindaco
«Si è dimenticato di ringraziare chi ha ottenuto quei risultati». E sul Pd parla di divisione interna
LAMPORECCHIO. «Considerato il gran lavoro effettuato nel corso del 2015 non rimango affatto stupito dei risultati ottenuti. Mi dispiaccio, però, per il vuoto di memoria del sindaco che ha omesso di citare il costante impegno dei funzionari e degli uffici preposti che hanno operato senza sosta per il raggiungimento dei risultati positivi illustrati alla stampa».
A parlare, intervenendo sulla questione del bilancio consuntivo, è Matteo Venturini, ex vicesindaco di Lamporecchio, il cui incarico è stato revocato, circa due mesi fa, dal sindaco Alessio Torrigiani con la motivazione di “interruzione del rapporto fiduciario”.
E dal momento che Venturini, nel 2015, era assessore con deleghe al bilancio e ai lavori pubblici (ora assunte da Torrigiani), si sente direttamente chiamato in causa dalle affermazioni del primo cittadino che ha descritto un quadro molto positivo. Che vede Lamporecchio al terzo posto per la minor pressione fiscale sui contribuenti, un saldo in attivo di oltre un milione di euro e più di 200.000 euro da destinare alla realizzazione di opere pubbliche.
«Mi risulta difficile - continua - fare previsioni a lungo termine. Tuttavia la mancanza di una figura politica di costante riferimento e stimolo per i funzionari e gli uffici non fa ben sperare riguardo al ripetersi di questi risultati».
E Venturini interviene anche sulla situazione attuale del Partito democratico locale. «Il Pd di Lamporecchio - spiega - al di là di ciò che si è letto sulla stampa, soffre, a mio parere, di una situazione di profonda divisione interna, in cui si fanno più chiacchiericci e insinuazioni che politica. Si è perso, infatti, quello che dovrebbe essere il buon principio che lega i componenti del gruppo dirigente locale: la sana e franca discussione. Assistiamo a un totale ripiegamento della politica sull’amministrazione comunale. Nell'ultima assemblea a cui ho partecipato, infatti, è stato il sindaco, confondendo forse il suo ruolo con quello del segretario Simone Innocenti, a chiedere la mia espulsione dal partito se non avessi preso le distanze da coloro che, esternando solidarietà per la mia situazione, gli hanno creato difficoltà. Ovviamente questo non è accettabile: non posso prendere le distanze da gesti di affetto e solidarietà da parte di amici e cittadini che non hanno compreso le scelte del sindaco. E, soprattutto, non può essere chiesta da lui la mia espulsione».(m.t.)
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