Il Tirreno

Montecatini

L’addio a una persona “brava e onesta”

Martina Trivigno
Il feretro entra nella chiesa di San Donnino (Foto Nucci)
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Il feretro entra nella chiesa di San Donnino (Foto Nucci)

Con queste parole scritte su uno striscione appeso davanti alla chiesa di Castelmartini il saluto all'ex vicesindaco di Monsummano Giacomo Pasqui

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LARCIANO. "Ciao Giacomo, persona brava e onesta". C’era questa frase sullo striscione appeso di fronte alla chiesa “San Donnino” in località Castelmartini a Larciano dove mercoledì 11 maggio centinaia di persone si sono radunate per rendere l'estremo saluto a Giacomo Pasqui, ex assessore e vicesindaco di Monsummano, scomparso a causa di un malore improvviso lunedì 9 maggio. Tanti fiori adornavano le scalinate e l'interno della chiesa, in un silenzio quasi surreale per il grande numero di persone presenti. Poi, quando il feretro è arrivato, è stato salutato da un lungo applauso.

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«Giacomo era una persona squisita - ricorda l'amico Sergio Porrino - un vero e proprio punto di riferimento in Comune. Era molto legato a mio padre, Raffaele, e insieme condividevano la grande passione per il ciclismo. Ho pianto tanto per la sua scomparsa e il dolore per la sua perdita lo porterò con me per sempre».

Presenti alle esequie - officiate da don Gian Luca Palermo e don Gianni De Peppo, parroci di Castelmartini e Monsummano - anche le autorità civili e militari, così come esponenti del mondo del ciclismo, che hanno fatto sentire la propria vicinanza alla moglie Marzia e alle figlie Viviana ed Elena.

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Giacomo Pasqui era in pensione dal marzo 2009. Era stato dirigente dell'ufficio anagrafe del Comune di Monsummano e, una volta raggiunta l'età del pensionamento, aveva iniziato a dedicarsi attivamente alla politica. Nel 2009, nella prima giunta Vanni, era stato assessore e vicesindaco ma, nel 2012, era stato allontanato dall'amministrazione per dissidi interni alla maggioranza. Alle elezioni amministrative del 2014, era stato candidato a sindaco con la lista civica “Monsummano Bene Comune” e, una volta eletto, ha svolto la funzione di capogruppo di opposizione in consiglio comunale. Appassionato di ciclismo, è stato per molti anni presidente dell'Unione Ciclistica Monsummanese, mentre dal 1984 al 1992 ha ricoperto la carica di vice presidente del Comitato regionale toscano di ciclismo.

«Ci mancheranno - ha detto Mauro Capini, ex dipendente comunale - il tuo sorriso, il tuo saluto e soprattutto i tuoi modi. Ti sei sempre schierato dalla parte dei più deboli, dedicandoti sempre ai tuoi tre amori: la politica, il ciclismo ma soprattutto “i tuoi tesori”, ovvero la tua famiglia, che amavi incondizionatamente».

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Commosso l'ultimo saluto a Giacomo Pasqui da parte di una delle sue due figlie, Viviana. «Sei stato un grande padre - ha detto con voce ferma - un grande marito, un grande nonno. Nella tua vita hai avuto tanti dolori: la poliomielite a 14 anni, fino alle sofferenze più recenti; ma anche tante gioie, come il matrimonio con la mamma, la creazione di una famiglia e, poi, i tuoi nipoti, Martina, Niccolò e Giulia, tua immensa forza. Ciao babbo, non ti dimenticheremo». Una grande folla ha poi accompagnato il feretro al vicino cimitero di Castelmartini per la tumulazione. Non prima, però, di un ultimo saluto da parte dei presenti, accompagnato da un altro lungo applauso.

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