Sicurezza
Inquilini avvisati al via accertamenti sulle case popolari
Comune e Spes hanno iniziato una verifica sui 100 alloggi Analisi e valutazione dei redditi per stanare irregolarità
MONSUMMANO. Il vicesindaco Luca Buccellato li definisce «meccanismi di giustizia sociale». In sostanza si tratta di un giro di vite per gli inquilini delle case popolari. Che in città sono parecchi, visto il numero degli appartamenti di edilizia residenziale pubblica, che supera il centinaio di unità (Monsummano è terza in provincia dopo Pistoia e Pescia), tra la frazione di Cintolese (in via Martiri di via Fani), il quartiere delle Case (in via Pineta e via Nobel), nella zona di Grotta Parlanti (in via Manzoni), e nel capoluogo (in via Indipendenza e via della Repubblica).
Il Comune lo aveva già annunciato qualche mese fa, ma adesso è terminata la prima fase di quella che in pratica è una vera e propria verifica a tappeto per avere la certezza che le famiglie occupanti abbiano ancora i requisiti per risiedere tra queste mura. Spiega Buccellato: «La Spes (Società pistoiese di edilizia sociale, ndr) ci ha inviato l’elenco delle persone che abitano nelle case popolari a Monsummano. Noi abbiamo fatto delle rilevazioni e degli accertamenti incrociati, soprattutto utilizzando l’archivio dell’ufficio anagrafe e naturalmente i contratti abitativi registrati. I risultati raccolti li abbiamo inviati nuovamente a Spes, che dovrà fare altre valutazioni. In seguito, quando avremo la documentazione completa, ci muoveremo di conseguenza».
Il Comune a quel punto potrebbe muoversi in diverse direzioni. «Dobbiamo capire in quali casi gli ospiti presenti nelle abitazioni sono autorizzati a rimanerci, e per quanto tempo - continua il vicesindaco - poi se ci sono persone che non sono assegnatarie dell’alloggio e che risultano prive di alcun titolo, magari in seguito alla morte del vero intestatario del contratto. E ancora: se ci sono eventuali condizioni di sovraffollamento oppure di sottoutilizzo degli appartamenti».
La Spes, comunque, già effettua ogni due anni una revisione dei redditi e delle proprietà (come terreni e automobili di un certo valore). A dargli una mano questa volta c’è anche il Comune. Se dovessero emergere situazioni irregolari scatterà il cosiddetto procedimento di “decadenza” dal contratto.
Luca Signorini
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