Il dolore
La giunta di Pescia parte civile nel processo contro l’ex sindaco
Giurlani precisa: «Non è una decisione politica, ma un atto dovuto per i danni arrecati al Comune» Il reato contestato è di abuso d’ufficio dopo la vendita di un terreno edificabile. Udienza il 7 giugno
PESCIA. La giunta comunale ha deliberato di costituirsi parte civile nel procedimento penale a carico dell'ex sindaco Roberta Marchi, l'ex vicesindaco Franco Baldaccini, il dirigente comunale Aristide Sergio Borracchini e l'ex consigliere comunale Lorenzo Brandani. Il processo è quello relativo alla vendita di un terreno edificabile, inizialmente di proprietà del Comune di Pescia, alla Brandani Gift Group ad un prezzo più basso dell'effettivo valore di mercato. Il reato contestato è quello di abuso d'ufficio, vale a dire l'adozione di condotte scorrette da parte di amministratori locali con l'obiettivo di permettere l'acquisto del terreno ad un imprenditore, che faceva parte dello stesso consiglio comunale. «Un atto dovuto, che non ha nessuna implicazione di tipo politico - ha sottolineato il sindaco Oreste Giurlani - dal momento che, come si evince chiaramente dai documenti trasmessi dalla procura, tutta l'operazione ha arrecato un danno al Comune». A far scaturire l'indagine fu paradossalmente una querela fatta dal sindaco Roberta Marchi verso il consigliere di opposizione, Marco Ardis, che aveva presentato un'interrogazione in consiglio che aveva per oggetto proprio quella vendita, da lui definita «un vestito cucito su misura addosso a un esponente della maggioranza di centrodestra a discapito degli interessi dell'ente», alludendo alla scomposizione del terreno in questione in tre lotti, di cui uno venduto a Brandani ad un prezzo inferiore al suo valore. Quella vendita, infatti, e la decisone di suddividere l'area su cui sorgevano gli ex magazzini comunali in tre lotti, senza che fossero chiari i criteri per stabilirne il valore, rese di fatto un lotto più appetibile - quello comprato da Brandani secondo l’accusa - e gli altri due praticamente invendibili. «Un atto dovuto e certo fin troppo a lungo meditato - ha evidenziato il consigliere di minoranza Oliviero Franceschi (Lega Nord) - fino al punto da farmi pensare che lo si volesse protrarre in maniera anomala per non urtare suscettibilità nazzareniane. Sia fatta chiarezza perché chi di quella amministrazione ha operato in modo che si salvasse la città dallo sfacelo in cui l'abbiamo trovata, non sia nemmeno sfiorato da ombre anche remote, e perché l'enorme lavoro di risanamento fatto in quei 5 anni sacrificando la visibilità a favore di un rientro economico che oggi si allontana sempre di più venga riconosciuto». La prima udienza del processo è stata fissata il prossimo 7 giugno, a rappresentare la giunta comunale sarà l'avvocato Gabriele Melani di Firenze. Qualora venissero accertate le responsabilità penali a carico degli imputati e la sussistenza di un danno economicamente valutabile per l'amministrazione comunale, il sindaco potrà chiedere il risarcimento dell'eventuale danno nell'interesse dell'amministrazione.
Maria Salerno
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