Il Tirreno

Montecatini

L’accusa: piscina comunale di Montecatini da chiudere

di Luca Signorini
L’accusa: piscina comunale di Montecatini da chiudere

Dimissioni a sorpresa del presidente del Centro Nuoto, che ha presentato un esposto in procura e una denuncia all’Asl

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MONTECATINI. «Secondo me la piscina comunale dovrebbe chiudere, non sussistono le condizioni minime per garantire la sicurezza degli utenti». Paolo Messeri certo non le manda a dire. Il figlio di Corrado Messeri, ex sindaco termale a metà anni '90, per questo motivo sabato si è dimesso da presidente del Centro Nuoto Montecatini, la società sportiva che nel 2009 ha vinto l'appalto del Comune (dal valore di oltre 500.000 euro) per la gestione lunga 15 anni dell'impianto di via Cimabue (in realtà ad aggiudicarsi il bando è stata un'associazione temporanea di imprese, con la Ramas di Porcari per la parte edile, e la Ca.gi.ba. di Firenze per l'impiantistica).

Messeri ricopriva la carica dall'ottobre scorso. «Ho presentato una denuncia all'Asl, e spero che vengano a fare al più presto un sopralluogo così se ne rendono conto. Poi anche un esposto alla Procura della Repubblica: in queste condizioni la piscina non può riaprire tra una decina di giorni la sua area esterna per l’avvio della stagione estiva». L'ex presidente del Centro Nuoto elenca le situazioni più critiche, «che avrebbero bisogno di un intervento immediato».

«Prima di tutto è a rischio la pavimentazione dello spazio all'aperto, intorno alle vasche e nella zona bar - spiega Messeri - Le mattonelle si reggono su solai pericolanti ancorati a perni arrugginiti e credo non siano più in grado di sopportare il peso di centinaia di persone. Secondo elemento critico riguarda i solai della zona spogliatoi al piano terra: qualche giorno fa un pezzo di intonaco è caduto addosso a un lavoratore. Lui non ha detto niente, ma il problema rimane».

Riprende l'ex dirigente: «Nel mio periodo di presidenza ho lottato con tutte le mie forze per far presente tutte queste situazioni e cercare di risolverle. Purtroppo nè l'associazione che rappresentavo nè il Comune, nelle persone del sindaco e del vicesindaco, mi hanno ascoltato: ho sentito soltanto parole confuse e nessuna rassicurazione. Allora ho deciso di dimettermi perché evidentemente non sono riuscito a realizzare ciò che speravo».

Secondo Messeri quel mezzo milione di euro dell'appalto di sette anni fa «è stato speso male. Perché le risorse non sono servite per garantire la sicurezza dei frequentatori».

In effetti tra le opere realizzate ci sono il miglioramento della centrale termica, la sostituzione delle pompe di ricircolo dell'acqua (ovvero il sistema di depurazione), l'installazione di pannelli solari, la coibentazione delle tubazioni del sistema di riscaldamento, la sostituzione dei corpi scaldanti e degli infissi, l'adeguamento delle docce nella parte estiva e la realizzazione di collegamenti tra la parte coperta e quella scoperta. Oltre a questi, è stata costruita una nuova vasca coperta grande 9 metri per 18 riservata soprattutto al nuoto dei bambini e alle attività di fitness.

All'appello mancherebbe poi un ulteriore intervento, cioè l'ampliamento del locale adibito a spogliatoi.

«Durante i mesi di presidenza - spiega ancora Messeri - nei vari incontri che ho avuto con l'amministrazione e con gli altri componenti del Centro Nuoto, ho cercato di convincerli che il lavoro più urgente da fare non è allargare e abbellire gli spogliatoi, ma intervenire sulla stabilità dei solai pericolanti. Le mie parole non hanno avuto effetto. Allora ho deciso di dimettermi, perché la piscina non può aprire la sua zona all'aperto, il rischio di incidente, secondo me, è troppo alto».

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