La manifestazione
Droga, dieci arresti in quattro province
Il giro degli spacciatori nigeriani incastrati con l’operazione “Black express” aveva la propria base in Valdinievole
MONTECATINI. Concorso in spaccio e traffico di sostanze stupefacenti. Teatro delle indagini che ieri mattina hanno portato all’arresto di dieci extracomunitari di origine nigeriana il territorio di Montecatini e la Valdinievole.
Sulla scia delle operazioni Underpass 1 e 2, che tra aprile e ottobre dello scorso anno hanno condotto all’arresto di 15 persone, anche “Black express” rientra, afferma il questore Salvatore La Porta, in una più ampia strategia della polizia di Stato, finalizzata a contrastare “l’occupazione” di piazze di spaccio da parte dei nigeriani. Sono loro, insieme ai ghanesi, i vari padroni del mercato dell’eroina.
Spesso, anche se non sempre, sono venditori ambulanti che, tra fazzolettini e accendini, hanno sempre pronta una dosa per chiunque ne faccia richiesta, soprattutto giovani e anche minorenni, che quella droga la comprano a prezzi ormai stracciati (15-20 euro) per fumarsela: niente più siringa, ma carta stagnola e accendino per inalarne i vapori della combustione. Un monopolio che ieri, nella nostra provincia, ha subìto un’altra potente spallata, grazie all’operazione “Black express”, con cui la Squadra mobile della questura di Pistoia, diretta dal vicequestore Antonio Fusco, ha arrestato complessivamente dieci spacciatori, recuperando circa 500 euro in contanti e una ventina di dosi di eroina già confezionate nel corso di due perquisizioni domiciliari.
Gli agenti della Mobile non erano da soli. Nei mesi trascorsi dalla fine dell’indagine all’ordinanza che dispone le misure cautelari in carcere a firma del pubblico ministero Claudio Curreli, alcuni di questi soggetti si erano allontanati dalla Valdinievole ed è stato necessario rintracciarli. I provvedimenti restrittivi sono stati eseguiti nelle province di Pistoia, Prato, Lucca e Bologna, con la collaborazione di personale della Mobile di Prato, della Compagnia carabinieri di Castelnuovo Garfagnana, della Stazione carabinieri di San Benedetto Val Sambro (Bo), del Reparto prevenzione crimine Toscana, di un elicottero del Reparto volo di Firenze, e di unità cinofile di Firenze. Alcune cessioni sono state videoriprese per testimoniare il modus operandi degli spacciatori, che portavano l’eroina in bocca, in dosi racchiuse in palline di cellophane termosaldato, e poi la vendevano agli acquirenti imponendo loro di nascondersela immediatamente nella bocca. Un’azione di spaccio effettuata con sistematicità e continuità giornaliera attraverso una vera e proprio forma di occupazione e controllo del territorio.
zIl cambiamento del quadro normativo - spiega Fusco - e l’introduzione del concetto di lieve entità ci impongono di rintracciare chi commette reato di detenzione e spaccio a livelli praticamente “imprenditoriali”. E per fare questo servono indagini serrate, con tutti i mezzi tecnici a nostra disposizione, e prolungate. Per avere l’ordinanza abbiamo dovuto accertare l’acquisto dell’eroina da parte di decine di consumatori per ogni singolo spacciatore. Gli spacciatori padroni della piazza, in larga parte nigeriani e ghanesi, spesso alternano l’attività di spaccio a quella di venditori ambulanti. Hanno imparato a spostarsi e scambiarsi le piazze, per cui non tutti quelli che avevamo individuato nei mesi scorsi all’arrivo dell’ordinanza erano ancora in Valdinievole, e abbiamo dovuto cercarli dove si erano spostati, chiedendo la collaborazione di altre forze dell’ordine. Quello arrestato in Garfagnana, ad esempio, di notte dormiva, abusivamente, in un centro di accoglienza, facendosi ospitare da alcuni connazionali».
Tiziana Gori
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