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Lapenna scrive le sue memorie e lascia il consiglio comunale

di David Meccoli
Lapenna scrive le sue memorie e lascia il consiglio comunale

L’annuncio dell’ex vicesindaco: “A giorni mi dimetto, c’è un clima che ormai non mi piace più: tutti colonnelli senza esercito”. Sabato festa con Pippo Baudo e Al Bano per presentare il suo libro

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MONTECATINI.Quarant'anni fa, di questi tempi, Alberto Lapenna già si occupava degli interessi dei montecatinesi. Era infatti stato eletto tra le file del Psi giovanissimo in consiglio comunale (nel giugno del 1975) per poi diventare assessore alla cultura poche settimane dopo, chiamato dal "padre politico" Lenio Riccomi. Ora quei 40 anni finiscono in un libro, ma fanno anche da apripista per l'abbandono dello scranno in consiglio. «Tra pochi mesi lascio il posto da consigliere a un giovane (Giovanni Spadoni, il primo dei non eletti in Forza Italia, ndr), ma - avverte Lapenna - resto in politica». Per presentare quello che definisce un "pamphlet" ("Quarant'anni di impegno politico tra cronaca e storia") "Albertone" ha chiamato a raccolta amici di ieri e di oggi, in un festival nazional-popolare che andrà in scena sabato alle 18 al Tettuccio: Al Bano (sarà suo un concerto a conclusione dell'incontro), Pippo Baudo (con lui portò a Montecatini "Serata d'onore" e "Domenica In"), Giuseppe Bellandi ("Un ragazzo del '49 come me"), Deborah Bergamini (parlamentare, sua nuova stella polare nel firmamento politico), Anna Maria Bernini, Riccardo Bruzzani ("Insieme portammo in città la Lotteria, poi il sindaco Bartolini se la fece sfuggire"), Dario Canovi, Maurizio Carrara, Stefania Craxi, Maurizio D'Ettore, Paolo Del Debbio (che ha scritto la prefazione del libro), Giovanni Donzelli, Daniele Masala, Cosimo Miccoli, Stefano Mugnai, Adriana Poli Bortone (fu sua professoressa all'università), Antonio Tajani e tanti altri.

Più di 200 pagine per raccontare vicende umane e politiche. Forse una versione non totalmente obiettiva, ma sicuramente coraggiosa. Il racconto di Lapenna parte dalla Puglia, ma ben presto si sposta a Montecatini, dove nel 1969 chiede il trasferimento dopo aver vinto un concorso da insegnante. Ma a Montecatini Alberto dice di aver trovato anche stima e ospitalità, «oltre che consenso politico». Oggi è coordinatore provinciale di Forza Italia, ma in passato è stato sindaco, vicesindaco e assessore a più riprese.

E poi spazio agli aneddoti. «Nel 1990 - racconta - mi presentai alle elezioni da sindaco uscente e presi 2.200 preferenze, con il mio partito, il Psi, che arrivò al 35 %. Ma su un terrazzo di un albergo di viale 4 Novembre si riunirono i poteri forti della città, con Amedeo Bartolini e Tullio Pancioli che decisero di far fuori quel giovane socialista proponendo l'innaturale, per allora, alleanza Dc - Pci».

Con Lapenna le notizie non mancano mai. Il presente parla di una contestatissima nomina a vicepresidente vicario della partecipata pubblica "Nuove Acque" (gestore idrico nell'Aretino): «Sono stato io che ho fatto la prima privatizzazione dell'acqua in Toscana: chi ci volevano, nel cda, un ingegnere o un geologo?». E nel futuro vede l'abbandono del consiglio comunale: «C'è un clima che non mi piace - dice - in cui tutti vogliono fare i colonnelli senza esercito. Lascio il testimone, ma mi preoccupa che tutto ciò che ho costruito possa essere vanificato».

David Meccoli

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