Il Tirreno

Montecatini

È saltata l’approvazione del bilancio

di Luca Signorini
È saltata l’approvazione del bilancio

Baroncini di “Mi piace Montecatini” ha sollevato dubbi di legittimità sull’arrivo della documentazione solo tre giorni prima

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MONTECATINI. Bagarre in consiglio comunale: circa un'ora di sospensione della seduta, rinviata l'approvazione del bilancio consuntivo 2015 (e del preventivo 2016), forti accuse alla giunta. Venerdì mattina il sindaco Giuseppe Bellandi e gli assessori avevano presentato il piano finanziario di quest'anno e le opere pubbliche programmate. Al pomeriggio è saltato tutto. A provocare il caos è stato il consigliere di Mi Piace Montecatini, Luca Baroncini: «La documentazione del bilancio ci è arrivata solo tre giorni fa, non possiamo votare, né a favore né contro. Non è una questione di rapporti istituzionali, è una questione di leggi e regolamenti, di legittimità. Se dovesse andare avanti questa votazione noi faremo ricorso al Tar della Toscana». Putiferio. Replicano il vicesindaco Ennio Rucco e l'assessore al turismo Alessandra De Paola. Tuona ancora Baroncini. Alla fine è il capogruppo Pd Luciano Baldecchi ad annunciare la sospensione dei lavori. Un'oretta di conciliaboli e anticamera. Gli altri gruppi di opposizione (Forza Italia e Movimento 5 Stelle) concordano con la linea di Mi Piace Montecatini. Quando suona la campanella e i consiglieri tornano ad accomodarsi sugli scranni, è il sindaco a prendere la parola: «Vorrei che i tempi fossero rispettati, rinviamo alla prossima seduta», è stato il suo conciso intervento. Ciò che è successo lo spiega in una nota Mi Piace Montecatini: «Un evento più unico che raro. Il rendiconto di gestione 2015 non è stato approvato entro i termini prescritti dalla legge (30 aprile). Il consigliere Baroncini ha rilevato come il regolamento consiliare preveda che i documenti da discutere in consiglio in tema di bilancio debbano essere messi a disposizione dei consiglieri minimo 10 giorni prima del consiglio stesso, mentre quasi tutti i documenti sono in realtà stati consegnati con soli 3 giorni di anticipo, rendendo di fatto impossibile il loro studio e la discussione. Non solo: la normativa nazionale prescrive invece 20 giorni quale termine minimo entro cui consegnare gli atti ai consiglieri. Dunque Baroncini ha fatto emergere (dopo anni di incongruenze) come non solo il regolamento sia illegittimo nel punto in questione (poiché in contrasto con la normativa nazionale), ma soprattutto il fatto che approvare la delibera sul rendiconto sarebbe stato un atto illegittimo potenzialmente impugnabile con ricorso al Tar. In caso di approvazione della delibera illegittima successivamente impugnata il Comune sarebbe andato incontro a pesanti conseguenze. A questo punto hanno soli 20 giorni di tempo per una nuova votazione, allo scadere dei quali la legge prevede il commissariamento e poi lo scioglimento del consiglio comunale per nuove elezioni».

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