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Balducci ammette: venduto il marchio

Balducci ammette: venduto il marchio

L’azienda di scarpe per l’infanzia conferma le voci che circolavano da giorni. Per i sindacati è una decisione inaccettabile

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PIEVE A NIEVOLE. Confermate le voci dei giorni scorsi: la Balducci spa ha concesso in licenza il proprio storico marchio di calzature all'azienda marchigiana Asso, impegnandosi a venderlo. A renderlo pubblico è una nota stampa della stessa azienda di Pieve a Nievole, che il 23 marzo scorso ha fermato la produzione e aperto la procedura di mobilità per tutti i 45 dipendenti.

"Al precipuo fine di scongiurare il depauperamento del proprio patrimonio aziendale - si legge - nonché garantire il miglior soddisfacimento possibile dei creditori, Balducci spa comunica che in data odierna ha concluso un contratto di licenza del marchio con la società Asso spa. Detta società, inoltre, ha fatto seguire una proposta irrevocabile di acquisto del marchio stesso alla quale, nel rispetto delle procedure di risoluzione della crisi di impresa, sarà dato seguito".

Il passo deciso dall’azienda è di quelli che segnano una svolta dalla quale sarà difficile tornare indietro, in questa vertenza già particolarmente dura. Ma, sempre secondo la Balducci spa, si tratta di un passo obbligato. Tutto questo, secondo la nota della Balducci, avviene infatti "dopo una approfondita ed urgente analisi delle diverse opportunità di legge collegate alle varie tipologie di risoluzione della crisi di impresa" che ha portato la Balducci e i suoi advisor, Kpmg e studio legale Mandorli-Panelli, a prendere atto che, "nonostante i numerosi sforzi profusi anche da soggetti istituzionali, in primo piano la Regione Toscana, e nonostante i contatti attivati in questi mesi con oltre 30 società dei settori calzature e abbigliamento, nessuna offerta seria e concreta di acquisto è pervenuta alla società per poter valutare un possibile progetto di rilancio allo scopo di garantire la continuità aziendale".

Il comunicato non chiarisce l'entità della cifra offerta dalla Asso, ma le indiscrezioni dei giorni scorsi parlavano di 2 milioni di euro.

La nota spiega che "la direzione Balducci è giunta a questa dolorosa decisione obbligata dai tempi urgentissimi legati alla conservazione del patrimonio aziendale come già comunicato più volte fin dai primi incontri nelle sedi istituzionali, che, in caso di ulteriore allungamento, avrebbero potuto pregiudicare le ragioni del ceto creditorio ed aggravare ulteriormente l’attuale situazione patrimoniale". La famiglia Balducci "ringrazia coloro che senza pregiudizi e strumentalizzazioni in questo difficile periodo hanno dato supporto e comprensione all’azienda; i propri decennali clienti, dipendenti, agenti, partner finanziari e fornitori".

Pochi giorni fa la Regione aveva convocato una riunione per giovedì 5 maggio, alla quale sono stati invitati il sindaco di Pieve a Nievole Gilda Diolaiuti, il presidente della Provincia Rinaldo Vanni, i rappresentanti di Confindustria Toscana Nord e i rappresentanti della stessa Balducci. Ora è quella la data a cui guardano le famiglie dei dipendenti rimasti senza lavoro.

«Siamo veramente arrabbiati – è la prima reazione a caldo di Jury Citera, della Cisl – questa decisione è inaccettabile. L’azienda ha scelto la strada più semplice, quella di fare cassa rinunciando a qualunque prospettiva di ripresa per i lavoratori. Ora all’incontro del 5 la Regione deve fare la voce grossa. Non so se ci sia ancora un margine, ma almeno bisogna provarci».

Fabio Calamati

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