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Mefit, no di Grassotti a “guerre” interne

Mefit, no di Grassotti a “guerre” interne

L’amministratore smentisce le ricostruzioni su dissidi con il direttore Salvadorini: «C’è unità d’intenti per obiettivi importanti»

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PESCIA. Tra il neo amministratore unico del Mefit, Antonio Grassotti, e il direttore Fabrizio Salvadorini non esiste alcun tipo di dissidio. A mettere nero su bianco tale rassicurazione è lo stesso Grassotti, tramite una lettera aperta alla stampa. «Il Mefit è un'azienda al servizio di un settore economico strategico per Pescia e la Toscana intera - scrive Grassotti - esistono problematiche per la soluzione delle quali è necessaria un'unità d'intenti che non in tutti i momenti si vede e che invece è auspicabile, anche per dare concretamente la sensazione a chi deve assumere decisioni fondamentali che a Pescia si cerca di lavorare tutti insieme per un obiettivo comune: trovare una soluzione percorribile per l'area dell'ex Comicent e rilanciare il mercato e tutto l'intero comparto floricolo ornamentale di Pescia e della Toscana, di questo il settore ha estrema necessità e non di polemiche dividenti, motivate da rivalse personali».

Il riferimento è alle polemiche scatenate da alcuni operatori nei giorni passati. Casus belli una lettera, inviata dal direttore agli stessi operatori, per segnalare la necessità di spostare gli spazi di contrattazione dalla platea al seminterrato a causa della concessione degli spazi mercatali per lo svolgimento di una mostra, la “Toscana auto collection”, in programma nei giorni di sabato 17 e domenica 18 maggio. Nonostante l'area nella quale gli operatori del mercato sono stati invitati a svolgere le loro operazioni sia già stata utilizzata più volte in passato, e per questo ritenuta adeguata a spostamenti occasionali,e nonostante la lettera contestata sia identica nel contenuto ad altre lettere inviate per iniziative analoghe, come ha evidenziato Grassotti, proprio questa comunicazione, "seppur corretta" non ha mancato di suscitare un vespaio di polemiche e contestazioni fino alla conclusione, smentita, che non esistesse accordo tra amministratore unico e direttore.

«Spiace deludere chi ha voluto dare una tale lettura - ha scritto Grassotti - portando a testimonianza di fatti inesistenti una lettera assolutamente di routine. Tra lo scrivente e il direttore del Mefit non esiste alcun tipo di dissidio e le due figure sono anzi accomunate da un medesimo intento: quello di lavorare, insieme, al meglio per cercare di dare risposte adeguate ai tanti problemi che l'azienda Mefit si trova ad affrontare giornalmente. Si lavora insieme in un confronto di idee che può solo essere utile oltre che necessario, anche sulle questioni più importanti della vita della struttura, che vedono il Mefit svolgere un ruolo tecnico a supporto di chi, in possesso del necessario potere decisionale, deve fare scelte fondamentali per la vita del mercato stesso ed ancora più per quella del settore floricolo-ornamentale».

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