Sicurezza
La dirigenza della Balducci convocata in Regione
il sindaco di Pieve a Nievole: «Devono dire che intenzioni hanno»
PIEVE A NIEVOLE. Dalla Balducci Spa sembrerebbero non confermare (ma neppure smentire) le indiscrezioni di questi giorni, che davano per imminente la vendita del solo marchio, per una cifra intorno ai 2 milioni di euro, all'azienda marchigiana Asso (con sede a Fermo).
La proprietà dello storico calzaturificio per bambini di via del Melo pare trincerarsi dietro il patto di riservatezza stipulato con gli interlocutori. Ma una cosa è a questo punto certa: tutte le ipotesi sono attuabili e in corso di valutazione. Dalla cessione del brand con perdita dell'occupazione, all'acquisizione dello stabilimento produttivo da parte di un gruppo industriale con mantenimento dei posti di lavoro e valorizzazione del made in Italy.
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Incalza il sindaco di Pieve, Gilda Diolaiuti: «Bisognerà che dicano qualcosa, anche per rispetto verso i 45 dipendenti in mobilità. Il silenzio ci fa pensare male e ancora una volta non denota serietà: una serietà che probabilmente si è persa nelle generazioni».
Intanto si muovono le istituzioni, senza aspettare la scadenza di metà maggio annunciata nell'ultima riunione di una settimana fa: la Regione Toscana (anche se il consigliere al lavoro Gianfranco Simoncini si trova all'estero) ha convocato un incontro giovedì 5 maggio per capire quali sono le reali intenzioni dei titolari del calzaturificio.
Intorno al tavolo a Palazzo Strozzi Sacrati, sede del consiglio regionale in piazza Duomo a Firenze, si siederanno il sindaco Diolaiuti, rappresentanti di Confindustria Toscana Nord, il presidente della Provincia di Pistoia Rinaldo Vanni, i tecnici del settore “attrazione investimenti” della Regione e i consulenti dell'advisor Kpmg. Oltre naturalmente ai vertici della Balducci.
In ballo ci sono 45 posti di lavoro, uomini e donne in età adulta con difficoltà a trovare un nuovo impiego. La loro mobilitazione continua: anche ieri è proseguito il presidio permanente allestito dai sindacati (Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil) di fronte ai cancelli di via del Melo. Operai e amministrativi stanno discutendo il da farsi: non vengono escluse manifestazioni pubbliche di sensibilizzazione. (Lu.Si.)
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