Sicurezza
Cinema Adriano, 24 ore di tempo per un piano di bonifica
Il sindaco di Montecatini firma un’ordinanza urgente diretta alla proprietà dopo il crollo del 60 per cento del tetto di cemento-amianto. «Lavori da fare in sicurezza»
MONTECATINI. Una road map puntuale, con tempi certi e “rapidissimi” (addirittura sole 24 ore), prima che vengano accertate eventuali responsabilità per l'accaduto. Mentre sui social network si scatena la rabbia (“Sono tutti inadempienti in questa vicenda”), l'indignazione (“Ma come si fa a stare tranquilli con la polvere d'amianto sotto casa?”) e l'ironia (“Stasera cinema all’aperto”), il sindaco Giuseppe Bellandi firma un'ordinanza urgente dopo il crollo (il 25 aprile, in due riprese) del tetto e dell'orditura di capriate in legno all’ex cinema Adriano.
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Nel documento viene obbligata la proprietà dell'immobile (Cinema Adriano srl) e il suo presidente (Argante Romani) a effettuare gli interventi per garantire la sicurezza statica dell'edificio di via San Martino, nonché quella dell'area circostante a tutela e salvaguardia della pubblica incolumità, a seguito del crollo della copertura avvenuto domenica (una porzione di 300 metri quadrati, corrispondenti a oltre il 60 per cento della superficie totale).
«La situazione - si legge nel documento - è in fase di evoluzione e potrebbe interessare le due capriate rimaste in sito». Nell'ordinanza troviamo anche l'obbligo di trasmettere, da parte della proprietà, entro e non oltre 24 ore dalla notifica del provvedimento, un dettagliato cronoprogramma degli interventi da effettuare, sia relativi alla staticità dell'immobile che alla bonifica del sito, con la rimozione dei manufatti in cemento amianto. In caso di inottemperanza l'amministrazione comunale procederà all'esecuzione d'ufficio con rivalsa sull'interessato per le spese sostenute.
«Martedì 26 aprile) - dice il sindaco - mi sono incontrato con la Asl e ho deciso di convocare anche la ditta di Parma incaricata dalla proprietà dell'ex cinema di rimuovere e smaltire il tetto in cemento-amianto. La situazione, secondo quanto mi ha detto anche la Asl, è sotto controllo. Ciò non toglie che si debba comunque arrivare a una soluzione definitiva di questo problema».
Bellandi informa che almeno la metà del lavoro di rimozione era già stato fatto nelle scorse settimane, mentre mancava da ultimare il lucernario (poi crollato) e il lato est della struttura (quello che confina con un condominio di via Scannavini). I lavori, dopo essere stati iniziati anche con una certa rapidità, si erano poi arenati dopo l'intervento della Asl, che aveva rilevato pericoli all'incolumità degli operai e la necessità di puntellare la copertura: timori che, con il senno di poi (e con un paio di giornate di pioggia intensa) si sono rivelati fondati.
«Per prima cosa - dice il sindaco - devono essere ristabilite le condizioni di assoluta sicurezza per i lavoratori. Non sono un tecnico, ma penso non sia sufficiente un ponteggio ma si debba invece far ricorso a una gru o a una piattaforma, in grado di asportare tetto e detriti dall'alto. Con l'ordinanza appena pubblicata si impongono la massima urgenza e i tempi di intervento certi con un piano di lavoro dettagliato».
E poi, potrebbero esserci ulteriori strascichi? «Chi sbaglia paga - risponde Bellandi - e valuteremo se prendere specifici provvedimenti a seguito delle numerose inadempienze emerse nella vicenda. Cercheremo, in altri termini, di verificare se ci sono state precise responsabilità che hanno messo a rischio la sicurezza delle persone e vedremo quali strade seguire per tutelare i cittadini».
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