Attenzione
Crolla il tetto dell’ex cinema Adriano di Montecatini
Due giorni di pioggia hanno fatto cedere le travi che sostenevano la parte restante della copertura in cemento - amianto
MONTECATINI. Un boato, rumore di calcinacci, e poi quello delle sirene dei pompieri a due passi delle strade dello shopping. In via San Martino domenica 24 aprile, intorno alle 15, è venuto giù un pezzo del tetto di cemento-amianto dell’ex cinema Adriano, chiuso da anni e che è stato per mesi al centro di un contenzioso tra la proprietà e il Comune proprio per il suo smantellamento. Una buona metà era già stata rimossa, ma poi agli inizi di aprile tutto si era di nuovo bloccato perché erano state riscontrate alcune carenze sulla sicurezza degli addetti a quel delicato lavoro. Così la parte rimante era stata ricoperta con una speciale vernice azzurra, per impedire che le micidiali fibre metalliche potessero disperdersi nell’aria, e tutto era tornato nel silenzio.
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Sono bastati un paio di giorni di piogge abbondanti perché il vecchio cinema tornasse a far parlare di sé. Lo ha fatto, nel limite del possibile, senza “disturbare”, prima della riapertura dei negozi al passo dei turisti presenti in città per questo “ponte lungo”. Ma i montecatinesi se ne sono accorti, eccome. È bastato veder passare i camion del vigili del fuoco da corso Matteotti per drizzare le antenne. Quando si sono fermati in via San Martino, per tutti è stato chiaro cosa fosse successo.
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Proprio i pompieri, intervenuti con l’Asl e anche con il supporto della Polizia municipale, hanno confermato che a provocare il crollo sarebbe stato il cedimento di alcune travi già danneggiate dal tempo, dall’incuria e dall’acqua. Travi marce, insomma, che alla fine non ce l’hanno più fatta a resistere e ad aspettare i tempi della burocrazia, che avrebbe dovuto sollevarle di quel peso minaccioso per la salute pubblica.
L’area nel tardo pomeriggio era già stata rimessa in sicurezza, ha rassicurato il sindaco Giuseppe Bellandi. E nessuno si è fatto male, anche perché quell’edificio è ormai chiuso da anni. Ma nonostante questo, qualcuno nel tempo era riuscito a penetrarvi da un cancello laterale, come aveva scritto il “Tirreno” alcuni mesi fa.
Ma è la vicenda “kafkiana”della rimozione dell’amianto che torna sulla scena. Agli inizi di aprile l’Asl bloccò il lavoro a metà perché, pare, per svolgerlo senza rischi per gli operai ci sarebbe voluta una gru. Quindi piano delle opere da rifare e cantiere ripiombato nel silenzio. Ieri la gru è arrivata, ma era quella sul camion dei vigili del fuoco che ha issato il cestello fino in cima, per osservare attraverso la voragine quel buco nero di un ex cinema di successo, destinato a “risorgere” (ma chissà quando) con accanto gli immancabili fondi commerciali. Alla prossima puntata.
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