Il Tirreno

Montecatini

«Normale differenziare le tariffe del mercato»

«Normale differenziare le tariffe del mercato»

Ercolini, operatore Mefit, contro la raccolta firme promossa da Confcommercio: maggiori vantaggi per chi lavora ben esposto, ingiusto sarebbe omologare i costi

3 MINUTI DI LETTURA





PESCIA. «All'interno del mercato dei fiori di Pescia non ci sono operatori di serie A e operatori di serie B e che ci siano tariffe differenziate rientra nella più assoluta normalità».

A dichiararlo, senza mezzi termini, è Ugo Ercolini, che al mercato ci trascorre circa 12 ore al giorno per sei giorni la settimana in quanto operatore del settore e che proprio per questo dissente apertamente dalle dichiarazioni della Confcommercio pubblicate lo scorso 19 aprile sul nostro giornale. L'associazione dei commercianti era intervenuta chiedendo al Comune e al Mefit l'applicazione di "condizioni più eque e una corretta ripartizione dei costi", ribadendo nella sostanza, quanto una nutrita delegazione di operatori del mercato aveva sollecitato, già diverse settimane fa, attraverso una raccolta firme. Ma non sembra esistere unanimità di vedute nel merito delle problematiche sul piatto.

Se l'applicazione di diverse condizioni tariffarie e scontistiche non è giustificata, secondo alcuni, secondo altri certe differenze sono ovvie. «Credo sia normale che un ombrellone, a Viareggio, in prima fila abbia un costo ben superiore allo stesso ombrellone lontano dalla fresca battigia del mare nostrum - scrive Ercolini - esiste una differenza reale fra lavorare in platea e lavorare nel seminterrato, provare per credere, e l'ingiustizia vera sarebbe unificare le tariffe».

Anche nel merito dell'aumento del 3% delle tariffe, deliberato dalla giunta senza avere interpellato gli operatori Ercolini minimizza: «Un aumento del 3% equivale a poche decine di euro all'anno. Poi certamente il valore dell'aumento è proporzionato alla dimensione dell'azienda come è giusto che sia. E per dimensioni dell'azienda intendo anche, ovviamente, le dimensioni che l'azienda occupa all'interno dell'immobile».

Nella lettera della Confcommercio viene sollecitata altresì l'istituzione di una "commissione per il mercato", così come prevista dallo statuto, ma manca tra gli operatori del mercato, secondo Ercolini, lo spirito di aggregazione e collaborazione necessario tanto che «tutti i frequentatori del mercato dei fiori, a prescindere dalle attività che vi svolgono, non sono stati in grado di aggregarsi in una associazione trasversale e apolitica che io stesso tentai di creare proprio allo scopo di avere la possibilità di rapportarsi ufficialmente con le istituzioni». Non serve piangersi addosso secondo Ercolini, che conclude: «Credo sia una malattia antica della nostra comunità l'autolesionismo, oltre alle colpe di scelte politiche assurde che ci portiamo dietro dalla notte dei tempi. Sono convinto che non ci sia nessun bisogno di critiche, soprattutto se infondate e strumentali, ma fatti concreti per cercare almeno, di salvare questo nostro quasi ultimo e speriamo mai ex fiore all'occhiello del comprensorio. Senza riferirmi ai commenti della Confcommercio, vorrei aggiungere che cercare capri espiatori, come per esempio il nostro direttore che sta dando il massimo nonostante la pochezza di mezzi a sua disposizione, è tanto facile quanto poco edificante».

Maria Salerno

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La manifestazione

Firenze, oltre 2.000 studenti in corteo: «Se ci togliete il futuro noi vi blocchiamo il presente»

di Redazione Firenze