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L’unione dei Comuni non basta: sì alla fusione

L’unione dei Comuni non basta: sì alla fusione

Si accende il dibattito anche tra Pieve e Monsummano. Roviezzo: «Presto la tabella con le ipotesi»

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PIEVE A NIEVOLE. Fusione sì, Fusione no, Fusione forse. Più probabilmente Unione. È vivo nelle stanze dei partiti il dibattito sulla futura riorganizzazione amministrativa dei Comuni in Valdinievole. Intanto a Pieve sono in programma due incontri pubblici (dalle 21,15) per illustrare la questione ai cittadini: il 9 al circolo Arci di via Bonamici e l'11 maggio al bar Valerio di via Marconi.

Scrive il sindaco, Gilda Diolaiuti: «Il 4 aprile la Conferenza dei sindaci ha condiviso la proposta di Unione dei Comuni, vediamo quanto tempo si dovrà ancora aspettare per passare dalle chiacchiere ai fatti, e se davvero tutti i Comuni della Valdinievole aderiranno. Pieve è pronta, e ritiene che il passaggio dall'Unione sia fondamentale, perché sarà questo il banco di prova per dimostrare quanto siamo capaci di condividere e garantire pari dignità a tutti i territori, in un percorso che toglie lo sguardo dal proprio campanile e lo proietta oltre. Solo così potremo arrivare a discutere concretamente anche di Fusione: decisioni che devono essere espressione della volontà popolare, che ha bisogno di strumenti che le permettano una valutazione oggettiva e non solo teorica dei benefici che potremmo trarne, e questo può essere garantito ai cittadini solo attraverso il risultato dell'Unione».

Così il vicesegretario del Partito democratico di Pieve, Alessandro Niccoli: «Il Comune unico della Valdinievole ad oggi sembra una strada troppo lunga e difficile. L'Unione non preclude affatto la possibilità di Fusioni, si tratta di un processo che deve procedere in modo parallelo. Rifiutare la Fusione vorrebbe dire privarsi di possibilità di sviluppo straordinarie: per una realtà come Pieve a Nievole sono possibili percorsi aggregativi con Montecatini e Monsummano, oppure con Monsummano, Larciano e Lamporecchio. Sono in campo diversi ipotesi, sulle quali occorre ragionare coinvolgendo cittadini, associazioni di categoria, mondo del lavoro e delle imprese».

Sull'argomento interviene anche Libero Roviezzo, presidente del consiglio comunale di Monsummano: «L'Unione dei Comuni è un ottimo risultato, ma fermarsi qui sarebbe un errore. Mi sono attivato per chiedere al segretario comunale di elaborare con Anci Toscana una tabella analitica dei possibili vantaggi delle Fusioni che ho prospettato: Monsummano con Pieve, oppure Monsummano con Pieve e Montecatini, o ancora Monsummano con Pieve, Lamporecchio e Larciano. Non appena sarà pronta la renderò pubblica cercando di aprire il dibattito, stimolando cittadini e imprese a dare un contributo alla determinazione della migliore soluzione».

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