Italia
Pescia piange Mario “il Biondino”
È morto a 90 anni Aldo Michelotti, uno degli ultimi partigiani, memoria storica della Resistenza
PESCIA. Aldo Michelotti è morto martedì notte, nella sua casa di Collodi, colto da un malore improvviso. Avrebbe compiuto 90 anni il 19 maggio e se n'è andato pochi giorni prima dell'anniversario della Liberazione, data a lui molto cara. Aldo infatti era un partigiano. Non un ex partigiano perché lui lo è rimasto per tutta la vita, perché da quando era entrato a far parte della Resistenza non aveva mai smesso di lottare e di impegnarsi perché il ricordo di quanto era avvenuto non fosse abbandonato. Conosciutissimo in città, non si stancava mai di raccontare la sua storia a tutti con dovizia di particolari. Degli anni della guerra ricordava tutto: nomi, date, luoghi. Entrato a soli 14 anni a lavorare nelle Officine Galileo di Firenze come operaio, qui venne a contatto per la prima volta con il movimento antifascista per il quale portava di nascosto i volantini in fabbrica. Il 12 novembre del '43, insieme agli amici di Collodi, Sirio Ferrari, Livio Frateschi, Fulvio Pizza, Dante Pizza, Antonio Bini e Ciomei Raffaello, dette vita a una formazione partigiana clandestina della quale fu il comandante.
Attivo fino alla fine, nonostante l'età, non aveva smesso di impegnarsi nelle sue mille attività. Era infatti membro dell'Anpi, appartenente al partito di Rifondazione Comunista e anche volontario dell'associazione per la Pace Irene onlus che fino a qualche anno fa gestiva una bottega del commercio equo e solidale. Il suo turno era il venerdì mattina. «Qualche sera fa era venuto a Pistoia - racconta commossa Sandra Visani, amica e compagna di mille battaglie - per una riunione di Rifondazione, lunedì era a una riunione dell'Anpi e fino a due giorni fa si recava a lavorare nell'uliveto. Era sempre lo stesso, la stessa mente, lo stesso cuore. Per me era una persona unica e insostituibile. Era generoso, coerente e vivo. Aveva ancora la forza di ribellarsi alle ingiustizie, a quello che del mondo non gli andava bene».
«Di Aldo - afferma il sindaco Oreste Giurlani - avevo una stima immensa e ho appreso con enorme dispiacere della sua scomparsa. Fin dall'inizio del mio mandato mi aveva spronato a dar vita ad iniziative sul tema della memoria ed è proprio grazie a lui se tante sono state realizzate, come la firma del Patto per la pace con Stazzema». Con Aldo se ne va un pezzo della storia locale. Un partigiano, un uomo onesto, un volontario per la pace, un amico, un militante politico, una persona piena di vita. I funerali sono stati fissati per oggi 21 aprile a Collodi, alle 16,00, mentre domenica sera 24 aprile al Palagio, in occasione delle celebrazioni per la Festa della Liberazione, ci sarà un momento per celebrare il suo ricordo.
Per chi volesse vederla su youtube si trova un'intervista ad Aldo, girata da Luigi Briganti proprio all'interno della Bottega d'Irene. A quell'intervista anche la sottoscritta ha avuto la fortuna e l'onore di essere presente. Risale a pochi anni fa e lì Aldo ripercorre tutta la sua incredibile vita. Una vita che vale la pena essere ricordata.
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