Il Tirreno

Montecatini

Coro di no al raddoppio della linea ferroviaria a terra

Giovanna La Porta
Coro di no al raddoppio della linea ferroviaria a terra

Montecatini, oltre duecento persone all’assemblea sul futuro dei binari che attraversano la città: tutti per il progetto di sopraelevata

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MONTECATINI. Alcuni hanno dovuto assistere al di là della porta d’ingresso tanti erano coloro che si sono ritrovati alla Misericordia di Montecatini martedì sera, 19 aprile,  per confrontarsi sul futuro della città. Oltre duecento persone, presenti soprattutto per capire quale sarà il progetto che Ferrovie dello Stato realizzerà per raddoppiare il binario del treno che attraversa l'intera Valdinievole.

L’architetto Roberto Cianciosi, insieme e Marta e Marco Gentili, ha illustrato la sua idea di sopraelevazione della ferrovia, pronto da otto anni: «Possiamo proseguire con la sopraelevata nel chilometro tra l’ex Minnetti e il passaggio a livello di fronte al casello autostradale, sul territorio di Pieve, con una passerella pedonale come prolungamento del ponte della Conbipel, all’inizio di via Marconi, per attraversare la strada regionale e il torrente Nievolina e scendere sotto i binari. Nei successivi 400 metri i binari ridiscendono per evitare il viadotto che collega piazza Italia con l’A11 ed entrare nella stazione Montecatini-Monsummano. Superata la banchina dello scalo la ferrovia torna a salire nel tratto di 300 metri fino a via Tripoli, dove se necessario dovrà essere leggermente deviato il corso del torrente Salsero. Da qui tutta soprelevata passando da via del Salsero e via Marruota, per arrivare in zona ippodromo: alla stazione Montecatini Centro ho previsto la realizzazione di scale per raggiungere il livello dei binari».

Ad oggi, l’unica certezza riguarda l’interramento, bocciato senza possibilità di appello.

Rfi ha già avviato il raddoppio a terra nel comune di Pieve a Nievole. E gli alti vertici hanno dichiarato di essere pronti a proseguire su quella strada per collegare Pistoia a Lucca. «Il motivo che ci ha condotti qui – hanno detto i fratelli Gentili – è il raddoppio della linea ferroviaria che attraversa la nostra città. Abbiamo iniziato ad interessarci a questa cosa sollecitati da alcuni amici. Il primo passo è stato lanciare un accorato appello ad un nostro rappresentante al parlamento perché nel nostro cuore c’era la speranza che si potessero far girare ingranaggi di sensibilità ai nostri problemi che per qualche motivo si erano inceppati. Purtroppo non c'è stata nessuna reazione, nessuna informazione e nessuna rassicurazione. Il silenzio del sindaco, consapevole della ferma volontà della Regione e di Rfi di eseguire l’opera, è stato determinante nel produrre la disinformazione nei cittadini ed indurli a pensare che anche questa volta tutto sarebbe finito in una bolla di sapone. Questo non l’accettiamo. Siamo alla svolta epocale del raddoppio e siamo molto preoccupati dal susseguirsi di dichiarazioni unilaterali rilasciate da rappresentanti di Rfi nelle quali si afferma che l’opera verrà eseguita a raso. La soluzione del raddoppio in sopraelevazione donerebbe prestigio al nostro territorio e darebbe respiro all'economia».

«Vorremmo finire – concludono Marta e Marco Gentili – con un nuovo accorato appello ai nostri rappresentanti nelle pubbliche istituzioni che ricoprono questi incarichi grazie ai nostri voti».

Al dibattito erano presenti diversi esponenti dell’opposizione e della maggioranza. Oltre al vicesindaco Ennio Rucco, anche Siliana Biagini e Massimo Morini. Che, a margine, ha dichiarato: «Sono contrario a qualsiasi muro e l'ho già detto chiaramente nelle sedi opportune. Dico no al raddoppio a terra».

Biagini teme la strumentalizzazione politica. Marco Silvestri (Forza Italia) sostiene che l’amministrazione «può opporsi ad un eventuale progetto di raddoppio a terra. Via del Salsero, Marruota e Tripoli diventeranno ghetti. Prima di iniziare qualsiasi lavoro è necessario avere le idee chiare e cercare di avere maggiore voce in capitolo».

Sono intervenuti anche Giuseppe Fiore (Lega Nord), Andrea Gabbani (Forza Italia) e Gino Volpi (primario di neurologia dei nosocomi di Pistoia e Pescia). La questione è indubbiamente sentita tra la gente comune.

«Preme anche a me - ha assicurato Rucco - io vengo da questa zona. State tranquilli: per il momento nessuna decisione è stata presa. Valuteremo ogni possibile progetto e sceglieremo quello di minore impatto per la città».

Il timore più diffuso resta quello degli espropri, che si verificherebbero sia in caso di raddoppio a terra (terreni) che di sopraelevata (in questo caso, probabilmente, sarebbero espropriate abitazioni). I residenti sono preoccupati.

La maggioranza è schierata per la sopraelevazione ma non esiste una soluzione perfetta che possa accontentare tutti. E di certo, demolire e smaltire interi edifici, per Ferrovie dello Stato, avrebbe un costo notevole. A questo punto solo Rfi può sciogliere i nodi e spiegare se, davvero, è praticabile la possibilità di proseguire con una sopraelevata un già avviato raddoppio a terra.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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