Sicurezza
Chef e nuovi locali nella città del gusto
Tra aperture e conferme ecco come si presenta a Montecatini il panorama gastronomico nella stagione alle porte
MONTECATINI. La nuova stagione turistica è alle porte nella città delle Terme. A parte il ponte pasquale che ha fatto registrare un discreto numero di presenze, il mese d'aprile non sta andando affatto bene. Ma ciò sembra non scoraggiare gli imprenditori, locali e non, del settore della ristorazione, come si può notare dai movimenti e dagli investimenti operati.
Fra i più attivi c'è l'intraprendente Oliviero Zavagli, pronto a calare il tris in quanto dopo il Toscano Doc è prossimo il taglio del nastro a la Bottega del Toscano, situata proprio in fondo a via Marruota, improntata su clientela indigena e di passaggio, e soprattutto “risorgerà” a nuova vita lo storico ristorante Montaccolle.
Per rilanciare il panoramico ritrovo romantico-culinario in collina, Zavagli ha scelto una coppia di chef pluristellata, composta da Stefano Chiarugi (con anni di esperienza negli Usa) e Remo Vannini (ex responsabile delle cucine dell'Hotel Savoy, cinquestelle fiorentino di Piazza della Repubblica). Nel frattempo ha pure ingaggiato Salvatore Calvano, ex maitre del ristorante Forassiepi di Montecarlo, ora di stanza al Toscano Doc.
Alla voce uscite, il promettente chef Simone Ghilardi si accasa al ristorante Meucci di Ponte Buggianese, punto cardine in Valdinievole per gli amanti del pesce.
In tema di aperture imminenti, gli spazi in via Solferino, di fronte al bar della pasticceria Giovannini, un tempo sede della galleria De Min, verranno convertiti per volere di un grosso imprenditore straniero in un ristorante dedicato sia al sushi che alla carne. Si punterà su materiali di primissima qualità.
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Lasciando la centralissima piazza del Popolo, la nuova “movida” termale ha dimora nel vicino viale 4 Novembre dove riaprono i battenti dell'american caffè Juè affidato ad una nuova gestione. Ma, dopo Juè, il capostipite Bar Syrah (aperto nel 2003) ed il recente Bar Condicio, nato dalle ceneri del Simon’s Bar nel 2013, è in fase di ultimazione anche il progetto relativo ad un ulteriore nuovo ambiente, sempre nell'area ex Kursaal, sul quale avrebbe scommesso Luca Benedetti, l'inventore del Nido della Civetta e de La Villa Resort.
Intanto continua a fare grandi numeri il Fishing Lab, che ha preso la pesante eredità e la location del San Francisco. Tra i fornelli spiccano le forti personalità di Luca Moccia e Simone Delpin, reduce dall’esperienza a Casa de Campo, nella Repubblica Dominicana, alla corte della famiglia di Sirio Maccioni.
Ecco poi Le Casette, civettuolo ambiente di corso Roma, creazione del dottor Vincenzo Ortolani, poliedrico dentista con l'hobby della ristorazione al quale venne in mente di annettere qualche anno fa lo studio medico a un bed & breakfast.
Dunque la concorrenza non mancherà considerando inoltre la consolidata ed altrettanto collaudata presenza di istituzioni come l'Enoteca Giovanni, Da Lorenzo e Gourmet, che fanno della tradizione il loro punto di forza.
Senza contare l'altrettanto qualificato servizio offerto da diversi hotel che da tempo hanno scommesso sulla clientela esterna, fra i quali ad esempio il ristorante Le Magnolie del Grand Hotel & La Pace e la Pecora Nera dell’Ercolini & Savi.
Adesso l'imperativo è l'arrivo dei turisti e dei pochi curisti rimasti, potenziali e preziosi clienti.
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