Sicurezza
La Confcommercio: giungla di tariffe al mercato dei fiori
L’associazione di Pescia chiede al Comune e al Mefit «condizioni più eque e una corretta ripartizione dei costi»
PESCIA. Condizioni più eque per gli operatori del mercato dei fiori. Dopo la richiesta di ridiscutere le tariffe, avanzata, qualche settimana fa, dagli stessi operatori all'amministrazione comunale e a quella del Mefit, con tanto di raccolta firme, stavolta è la Confcommercio di Pescia a scendere in campo con una serie di proposte volte ad una più corretta ripartizione dei costi. L'associazione dei commercianti, dopo essersi confrontata con gli operatori, ha deciso di scrivere all'amministrazione comunale e all'amministratore unico del Mefit Antonio Grassotti, sottoponendo loro le questioni che maggiormente premono agli operatori. Quello che si lamenta è, nella sostanza, l'applicazione di «diverse condizioni tariffarie e scontistiche» senza «giustificato motivo». A fronte di ciò, la loro richiesta sarebbe quella di «uguagliare le modalità e il tariffario di entrata al mercato, effettuando anche un maggiore controllo e verifica su chi effettivamente vi accede». Oltre a ciò, secondo gli operatori sarebbe da rivedere anche la «quota d'iscrizione al mercato» essendo riscontrabile al momento una palese disparità tra chi vende fiori e chi vende articoli per fioristi. C'è, poi, quell'aumento del 3 per cento sulle tariffe per l'anno in corso, deliberato dalla giunta comunale, che non ha certo incontrato la condivisione degli operatori, che già si sentono gravati su parecchi fronti in un settore, come quello della commercializzazione dei fiori, gravato come non mai dalla crisi. Sono 94 gli operatori (tanti quante le firme presentate) secondo i quali, prima dell'adozione delle nuove tariffe, non sarebbe avvenuta nessuna comunicazione ufficiale, quindi sarebbe venuta meno la possibilità per loro di contrattarle. E poi perché esistono regimi tariffari differenti tra chi opera nella platea e chi lo fa nel seminterrato? Anche in questo caso, secondo gli operatori, sarebbe auspicabile «cercare quanto più possibile di eguagliare le tariffe, le scontistiche e le gratuità applicate in maniera tale da creare condizioni paritarie di concorrenza tra i vari operatori». Infine, gli operatori sollecitano un confronto maggiore sulle problematiche che li riguardano, magari da ricercare attraverso l'istituzione di una «commissione per il mercato», così come prevista dallo statuto. «Ovviamente siamo disponibili ad un confronto per spiegare ancora di più nel dettaglio le nostre richieste» si legge nella lettera dell'associazione dei commercianti. La maggior parte degli operatori, ad ogni modo, si è dichiarata concorde sul fatto che attraverso la reintroduzione di tariffe "più eque" il mercato dei fiori otterrebbe solo dei vantaggi in termini di aumento delle vendite e quindi degli incassi.
Maria Salerno
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