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Montecatini

Documento per la pace di tutte le religioni

Documento per la pace di tutte le religioni

La firma solenne alle terme Excelsior al termine del ciclo di incontri “Credi diversi, stessa città”

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MONTECATINI. Un documento per la pace e il dialogo firmato da tutti gli esponenti delle confessioni religiose ospitate negli incontri di “Credi diversi, stessa città”: è la perfetta sintesi della tavola rotonda che ha concluso l’iniziativa voluta dall'amministrazione comunale e dalla commissione Pari opportunità, presieduta da Siliana Biagini.

Ieri alle Terme Excelsior, con il vescovo monsignor Roberto Filippini, che è stato il primo a firmare e a leggere il documento congiunto alla sala (presenti tanti studenti del liceo scientifico), c'erano Mario Fineschi, consigliere della comunità ebraica fiorentina; l'Imam di Firenze, Izzedin Elzir; il parroco cristiano ortodosso Matei Tulan; Barbara Amoroso, responsabile delle Giovani donne dell'istituto buddista. Un documento che ricorda da subito che “Il nostro XXI secolo è a un bivio, tra rassegnazione e un futuro di speranza. Dobbiamo globalizzare la solidarietà, aprire le porte dei nostri cuori, perché non ci sono muri e fili spinati che possono fermare il bisogno di vivere e garantire un futuro ai propri figli. Alle religioni diciamo: aiutiamo il mondo a trovare una risposta umana alle guerre, alle migrazioni, alla crisi ambientale, alle povertà. Le guerre e la violenza terroristica vogliono riscrivere i confini, le forme di vita, il modo in cui guardiamo all'altro. La divisione e la rassegnazione sono malattie che attraversano e indeboliscono tanti. Le religioni possono molto: dare cuore e anima alla ricerca della pace come destino comune di tutti i popoli”.

In precedenza il vescovo di aveva iniziato il suo discorso citando John Lennon e l'immortale “Imagine”. «Una canzone di speranza, che insegna a tutti come le religioni non affondano certo le radici nelle violenze ma nella comprensione. La sfida del dialogo è ardua ma deve coinvolgerci tutti».

Il consigliere ebraico Fineschi ai giovani in sala ha ricordato: «Non fatevi ingannare dal realismo bugiardo e dal concetto di solitudine che sta imperando. Non c'è pace tra nazioni senza pace tra religioni».

L'Imam di Firenze, Izzedin Elzir, ha invece speso parole sul vero significato della parola Jihad per i musulmani: «Vuol dire sforzo, quello che ognuno di noi, con la propria cultura, la propria religione, deve fare per tendere alla pace con il prossimo. Una giornata come quella di oggi deve essere da esempio per i tanti giovani e per tutta la società».

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