Sicurezza
Balducci, fumata nera: licenziamenti confermati
Nell’incontro nella sede di Confindustria l’azienda di Pieve a Nievole ribadisce solo l’intenzione di voler trovare un compratore. Martedì direzione convocata di nuovo in Regione
PIEVE A NIEVOLE. È un muro contro muro tra sindacati e Balducci Spa. Venerdì 15 aprile nella sede pistoiese di Confidustria Toscana Nord, in piazza Garibaldi, Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil hanno incontrato la proprietà dello storico calzaturificio per bambini di via del Melo, che ha fermato la produzione il 23 marzo scorso.
Nell'occasione i rappresentanti dei lavoratori hanno di nuovo avanzato la richiesta di ritirare la procedura di mobilità che ha raggiunto i 45 dipendenti (e di continuare con la cassa integrazione straordinaria, scattata il 1° febbraio), l'azienda ha però in sostanza risposto picche. «La riunione non è stata per noi soddisfacente, non abbiamo raggiunto alcun risultato concreto - dice Michele Gargini, Filctem Cgil - Balducci ha confermato le decisioni già prese: licenziamento delle maestranze e non prosecuzione dell'attività, quindi i cancelli dello stabilimento di Pieve resteranno chiusi. Hanno sottolineato che insieme all'advisor Kpmg e alla Regione (con il settore “attrazione investimenti”) stanno esplorando tutte le possibilità nel tentativo di trovare un soggetto industriale che rilevi l'azienda, ci sono stati alcuni contatti ma niente di definitivo».
«C'è stata poi una discussione piuttosto accalorata sul mancato pagamento del trattamento di fine rapporto - riprende Gargini - ad aprile i lavoratori hanno ricevuto soltanto un massimo di 400 euro netti in busta paga, il resto dovrebbe arrivare sul prossimo stipendio il 10 maggio».
Durante le circa due ore di faccia a faccia, operai e amministrativi hanno manifestato sotto gli uffici degli industriali. Due gli striscioni: “L'ultima “sola", vi è venuta bene” e “No a 45 famiglie sul lastrico”.
Prosegue quindi lo stato di agitazione e il lavoro del tavolo dell'unità di crisi, che si è aperto una settimana fa a Palazzo Strozzi Sacrati, in piazza Duomo a Firenze, sede del consiglio regionale. L'assessore toscano al lavoro, Gianfranco Simonicini, segue da vicino la vicenda: martedì 19 aprile i vertici della Balducci Spa sono di nuovo convocati nel capoluogo. Il secondo incontro in Confidustria di fronte ai sindacati è invece fissato per giovedì 28 aprile.
Sono settimane decisive per scongiurare il de profundis di un calzaturificio fondato nel 1934, dalla storia ricca e di successo (sono della Balducci i famosi sandali “con gli occhi”). Che però negli ultimi anni non ha retto alla generale crisi economica e al prepotente avvento sul mercato di multinazionali che producono in Estremo Oriente e vendono a prodotti concorrenziali. L'appello è rivolto ai grandi gruppi toscani della scarpa, Gucci, Prada, Scervino, Ferragamo.
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