Il Tirreno

Montecatini

Niente licenziamenti per ora ma lo sciopero si fa lo stesso

David Meccoli
Una manifestazione dei dipendenti delle terme (foto Nucci)
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Una manifestazione dei dipendenti delle terme (foto Nucci)

I dipendenti delle Terme parteciperanno all’astensione dal lavoro del 6 maggio per il rinnovo dei contratti nazionali. Una manifestazione per il caso Montecatini

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MONTECATINI. La lettera firmata dall'amministratore unico Carlo Brogioni e che certificherà l'apertura di una procedura di mobilità per una decina di dipendenti delle Terme stenta a uscire dalla Palazzina Regia. Ma i lavoratori hanno giocato d'anticipo e ieri si sono comunque riuniti in assemblea per decidere le mosse future: previsti uno sciopero per il 6 maggio e una manifestazione/sit-in da svolgersi a Montecatini o davanti alla sede della Regione a Firenze. «I lavoratori - dice Luisella Brotini, Filcams Cgil - hanno deciso di proseguire nello stato di agitazione, ma le lettere con l'avvio della procedura di mobilità e sulla revisione degli integrativi non sono ancora pervenute».

Era stata l'assemblea dei soci delle Terme ad approvare una serie di linee d'indirizzo aziendali, che prevedevano la necessità di un forte piano di risanamento aziendale (con mobilità per una decina di figure, a partire dai tre direttori d'area), con tagli degli integrativi (in totale 110 euro l'anno), ridimensionamento delle figure apicali ed esternalizzazione di taluni servizi. «Altri tagli agli stipendi - dice Aniello Montuolo, Fisascat Cisl - non ne sono previsti. Anche perché se l'azienda volesse ritoccare i livelli dovrebbe prima trovare l'intesa con il singolo lavoratore e non passare certo da un accordo sindacale». Anzi, proprio in quanto il contratto nazionale che riguarda i dipendenti termali è fermo ormai da cinque anni, il 6 maggio è previsto uno sciopero nazionale al fianco di altre categorie rimaste al palo (turismo, ristorazione collettiva, multiservizi e forse anche la grande distribuzione, dopo che è saltato il tavolo delle trattative).

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«Cercheremo - spiega Brotini - di caratterizzare localmente la protesta. Una manifestazione? Sicuramente, vedremo però se sarà a livello territoriale o regionale, ma in ogni caso sarà portata all'attenzione generale la vicenda delle Terme montecatinesi. Tra i lavoratori permane una forte preoccupazione, ma ancora non ci sono gli elementi per proclamare un altro sciopero». «Stiamo verificando - aggiunge Montuolo - la fattibilità di un sit-in davanti alla sede della Regione a Firenze. D'altra parte furono proprio i rappresentanti regionali ad assicurarci, non più tardi di due mesi fa, che non ci sarebbero stati provvedimenti nei confronti dei lavoratori e che questi avevano già pagato abbastanza con i contratti di solidarietà».

In definitiva esistono ancora spazi di manovra con l'azienda? «Dobbiamo capire - risponde Montuolo - cosa le Terme possono offrire. Una base sulla quale discutere potrebbe per esempio essere la garanzia di nessun licenziamento a fronte di un certo taglio degli integrativi. Noi siamo disposti a metterci a un tavolo e a parlarne. Altrimenti, qualora volessero andare avanti da soli senza cercare l'accordo, allora ci saranno delle conseguenze».

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