Il Tirreno

Montecatini

In via Manin tutti vivono barricati

di Luca Signorini
In via Manin tutti vivono barricati

La rabbia di residenti e commercianti è diventata rassegnazione: «Risse ogni notte». Critiche all’ordinanza del Comune

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MONTECATINI. Ci eravamo stati nel settembre scorso, dopo un'estate movimentata da risse, aggressioni, pestaggi. Oggi forse qualcosa è cambiato: la rabbia di residenti e commercianti è diventata rassegnazione.

Via Manin è violenta, basta farci l'abitudine. Lo racconta una signora al bar Greta, i cui titolari intimoriti tirano giù i bandoni alle 18: «Siamo stati tante volte in Comune e alla polizia.

Adesso abbiamo smesso di lamentarci, ci chiudiamo in casa: inferriate e doppi vetri alle finestre. L'ultimo episodio è degenerato nel sangue, ma qui le risse e la confusione sono all'ordine della notte».

Prigionieri delle proprie abitazioni, con la paura di uscire quando cala il sole. Quel bar-discoteca di fronte alla casa di cura Santa Rita, senza luci, senza insegne, quasi invisibile, è ricettacolo di scalmanati, che sotto i fumi di alcool e stupefacenti si trasformano in delinquenti.

Che poi vengono alle mani, ma anche alle bottiglie, e alle pietre: come è accaduto domenica mattina intorno alle 4,30, quando un tunisino 36enne è stato colpito al volto con un sasso (e con ripetuti calci e pugni).

Per essere quindi accompagnato dagli amici al vicino Soccorso Pubblico, per ricevere le prime cure: e qui la furia del gruppo si è rivolta contro la sede dell'associazione e i tre volontari in quel momento presenti.

L'uomo, domiciliato in città e con precedenti, è stato la vittima principale di una mega rissa scoppiata tra decine di balordi, perlopiù sudamericani e nordafricani.

Il sindaco Giuseppe Bellandi con un'ordinanza ha deciso di imporre l'orario di chiusura alle 22 per le attività della zona: una misura inutile, secondo molti, visto che andrebbe a danneggiare anche i commercianti onesti.

In sostanza, però, il provvedimento tocca un'area dove le attività che tirano tardi sono tre, tutte frequentate da stranieri: il bar-discoteca al centro delle cronache, e altri due bar nella vicina via Garibaldi, il caffè Girasole e il CopaCaffè. Il resto dei negozi chiude prima delle 20.

L'unico che può dar voce a rimostranze è il ristorante giapponese Sakura, aperto fino alle 23,30: «Non sappiamo come accogliere l'ordinanza - dicono dal locale - noi non diamo fastidio a nessuno. Anzi, tutte le mattine dobbiamo ripulire i marciapiedi qui di fronte da vetri, lattine, cartacce. Fortuna che le nostre vetrine sono ancora intatte».

Chi non si perde mai una rissa sono i degenti del Santa Rita, e con loro gli operatori di turno la notte: «Domenica mattina ero nell'altra ala dell'edificio, e non ho sentito niente -spiega Francesco Pellegrini, infermiere della casa di cura- ma è soltanto un caso: perché la confusione, le urla e le risse sono una costante, soprattutto da giovedì a domenica tra le 2 e le 6 del mattino. In passato hanno provato ad entrare più volte, ma senza successo: abbiamo tre portoni antisfondamento che ci consentono di stare abbastanza tranquilli».

Pare essere l'unica soluzione: rinchiudersi tra quattro mura e non uscire per evitare spiacevoli inconvenienti.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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