Il Tirreno

Montecatini

Fauna ittica sotto gli standard europei

di Francesca Maltagliati

Una ricerca di Legambiente ha evidenziato la presenza in continua crescita di specie alloctone

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PESCIA. Come stanno i nostri pesci? Da una ricerca realizzata da Legambiente in collaborazione con il Valdinievole Pescia Club né troppo bene, né male male. Sicuramente al di sotto di quelli che sono i parametri europei.

La ricerca, che è stata commissionata dalla Provincia di Pistoia, è stata realizzata da alcuni esperti come Donatella Zaccagna, guida ambientale e Alessio Mandolini, ittiologo che, con l'ausilio di alcuni volontari, hanno monitorato la fauna ittica dei torrenti Pescia di Pescia, Pescia di Collodi e Nievole.

«La ricerca è stata fatta - spiega Zaccagna - al fine di aggiornare la carta ittica i cui ultimi dati risalivano al 2001».

«Attraverso lo studio fatto - continua Mandolini - è stato possibile dare una valutazione della fauna ittica e questo ci ha permesso di fare una valutazione biologica delle acque». I monitoraggi sono stati svolti in dieci stazioni di lunghezza compresa fra i 50 e i 100 metri dei tre torrenti, sia nella parte montana che a valle. I pesci - oltre un centinaio - sono stati catturati grazie a uno strumento chiamato elettrostorditore che, garantiscono gli esperti, non causa dolore né danni. Sono stati poi pesati, misurati, contati specie per specie, analizzati da un punto di vista dell'età e della massa corporea. Questo ha permesso di capire lo stato di salute della fauna ittica che, purtroppo non è dei migliori. I pesci che sono stati trovati appartengono sia a specie autoctone che alloctone: trote, cavedani, vaironi, barbi, gamberi di fiume, anguille, alborelle e molti altri ancora. «Da un punto di vista numerico - dice Mandolini - grossi problemi non ce ne sono». Ce ne sono però altri di vario tipo. In alcune stazioni ad esempio sono stati trovati soltanto pesci troppo giovani e pochi adulti, un segnale forse legato ad episodi di bracconaggio. Nella stazione di Collodi sono state trovate pochissime trote. La causa di questo è incerta. Il fatto potrebbe esser legato all'inquinamento dovuto alle cartiere, ma non è possibile dirlo con certezza. Il problema più grosso però sembra essere la presenza, costantemente in crescita, di specie alloctone, spesso importate dall'uomo, che stanno mettendo a rischio la sopravvivenza di quelle autoctone come la pseudorasbora, proveniente dall'Asia e il famoso gambero rosso della Lousiana, anche chiamato gambero killer, una specie onnivora e molto vorace che crea molti danni negli habitat in cui si insedia.

Il risultato di questa ricerca sarà utilissimo qualora ci fosse la necessità di intervenire per apporre dei rimedi ad una situazione che, anche se attualmente non è ad uno stato preoccupanti, presenta tuttavia dei chiari segnali che vano monitorati per evitare che nel giro di qualche anno la situazione degeneri e non ci siano più i presupposti per salvare la fauna ittica dei torrenti della zona pesciatina.

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