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Montecatini

Rissa, il sindaco di Montecatini prepara la reazione: locali chiusi alle 22

Francesco Albonetti
Il Soccorso pubblico di Montecatini
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Il Soccorso pubblico di Montecatini

Bellandi: «La gente è esasperata e ha ragione, ma bloccare un bar funziona solo per poco. Meglio una soluzione più ampia»

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MONTECATINI. Questa volta il sindaco Giuseppe Bellandi prenderà provvedimenti nei confronti del locale nella zona del Soccorso Pubblico, frequentemente al centro di risse e fatti di sangue. Non la chiusura dell'esercizio, ma una limitazione degli orari in tutta l'area. La decisione è già presa e tutti i pubblici esercizi, compreso quello incriminato, che si trovano nell'area, dovranno chiudere alle 22.

Appena appresa la notizia dell'aggressione, ieri mattina Bellandi si è subito recato al presidio sanitario di via Manin per rendersi conto della situazione. Per lui, come per gli abitanti di quella delicata zona del centro di Montecatini a due passi dalla stazione ex Succursale, è ancora vivo il ricordo dellaviolenta aggressione avvenuta il 20 luglio 2015, del tutto simile a quella di ieri notte. Il sindaco esprime tutta la sua solidarietà nei confronti degli operatori del Soccorso pubblico, ma non manca di dare all'associazione una tiratina d'orecchi: «Proprio in occasione di quella aggressione il Comune aveva chiesto al presidio sanitario di installare telecamere interne e, soprattutto, rinforzare porte e infissi in modo da evitare che ogni volta entrino dentro sfondando la porta, con conseguenti rischi per l'incolumità degli operatori» dice Bellandi.

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Il Soccorso pubblico, come è avvenuto la scorsa notte, è stato infatti più volte teatro di veri e propri blitz da parte di persone che vorrebbero che l'amico aggredito fosse medicato come fosse il pronto soccorso di un ospedale, magari senza coinvolgere 118 e forze dell'ordine. Ma non è questa la funzione del presidio montecatinese. «La gente che ci lavora, come i residenti della zona, non ne possono più, sono giustamente esasperati - prosegue Bellandi - Quel locale, dove si ritrovano abitualmente cittadini di origine domenicana e, più in genere, centroamericana, è stato controllato dalla polizia municipale appena venti giorni fa e sono state riscontrate numerose irregolarità, seppure solo amministrative. Tanto che per i titolari è scattata una pesante sanzione di 16.000 euro. Evidentemente non bastano».

Prima di prendere la decisione definitiva, ieri mattina il sindaco ha spiegato la sua intenzione. «Potremmo chiudere il locale per un periodo di 15 giorni ma, come è successo altre volte, andremmo sicuramente incontro a ricorsi che finirerebbero per essere vinti dai proprietari, visto che chi gestisce un pubblico esercizio non può rispondere di quello che fanno gli avventori fuori dal locale. Penso invece ad una limitazione degli orari notturni in tutta l'area. L'attuale giurisprudenza lo consente in caso di esercizi pubblici che si trovano in aree di rispetto di scuole, ospedali e altri luoghi sensibili. Insieme all'avvocato dobbiamo studiare per bene il provvedimento per non andare troppo a penalizzare altri locali che non c'entrano nulla con queste vicende, il fatto è che non si possono continuare a subire queste situazioni». Decisione presa: bar, pub e ristoranti presenti nelle strade intorno al presidio sanitario di via Manin dovranno abbassare i bandoni alle 10 di sera.

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