La manifestazione
«Multe, toccano 40 euro a testa»
Franchini (Fdi) all’attacco sugli incassi elevati previsti in bilancio
PESCIA. Torna all’attacco sulla questione delle multe Roberto Franchini, del coordinamento pesciatino di Fratelli d’Italia. Dopo la denuncia pubblica di Forza Italia sull'illegittimità delle multe fatte dopo il protrarsi della sosta oltre il termine del pagamento, Fratelli D'Italia Pescia vuole denunciare «l'illegittimità che attua la giunta quando nella previsione di bilancio inserisce un presunto incasso che dovrebbe pervenire delle multe e infrazioni. Infatti alla voce "Previsione di proventi derivanti dall'attività di controllo e repressione e delle irregolarità e degli illeciti", troviamo cifre considerevoli come la previsione di incassare 706.000 euro di multe nel 2016, 711.000 euro di multe nel 2017 e 786.000 euro nel 2018».
Praticamente - calcola Franchini - se dividiamo questi importi con il numero dei residenti nel comune di Pescia ad ogni cittadino, mediamente ogni anno dovrebbero essere elevate multe per un importo di circa 40 euro a testa compreso i bambini neonati. Oltre a questa assurdità vi e pure la ragionevole preoccupazione che il Comune pur di raggiungere la previsione di bilancio, per far quadrare i conti si scatenerà (come è accaduto, nel caso denunciato da Forza Italia), in una corsa alla multa pur di incassare».
«Noi la pensiamo così - continua l’esponente di Fratelli d’Italia - mettere quelle cifre di previsione in bilancio. È una scommessa su fatti illeciti che se fosse fatta da una società privata configurerebbe il reato di false comunicazioni sociali. D'altra parte se comuni, province, regioni fallissero la scommessa non avrebbero più i soldi per pagare gli stipendi ai dipendenti».
«Le multe - conclude Franchini - servono a fare cassa, non a garantire la sicurezza dei cittadini e una migliore viabilità».
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