Sicurezza
Fondi dall’Europa e dai privati al Mercato dei fiori
La proposta della Regione non convince il sindaco Giurlani «Percorso difficile, il rischio di chiusura è ancora elevato»
PESCIA. Potrebbero essere utilizzati dei fondi europei per la messa in sicurezza del mercato dei fiori della Toscana. È l'ipotesi, avanzata dalla Regione, nel corso dell'incontro che si è svolto in via Di Novoli a Firenze e al quale hanno partecipato anche il Comune di Pescia e le associazioni di categoria. La proposta nasce dalla constatazione che l'ente, seppur proprietario della struttura, non dispone al momento delle risorse necessarie per realizzare i lavori di messa in sicurezza, stimate all'incirca in 3 milioni e mezzo di euro. Da qui l'idea di finanziare l'operazione attraverso dei fondi europei del piano di sviluppo rurale, ma solo per il 40 per cento circa (così prevede la legge). La restante parte (che è anche la maggior parte) dovrebbe essere reperita attraverso fonti di finanziamento private, vale a dire dovrebbero essere le stesse aziende agricole che operano all'interno del mercato a sovvenzionare la messa in sicurezza dello stesso, laddove il pubblico non può.
«Un percorso che si presenta tutt'altro che semplice - come ha sottolineato il sindaco Oreste Giurlani - anche se è positivo che la Regione abbia finalmente avanzato un'ipotesi di lavoro. Lunedì incontrerò nuovamente le associazioni di categoria in Comune per fare il punto e valutare come procedere, dopo di che incontreremo ancora la Regione. Personalmente io non credo che questa sia una soluzione praticabile, auspico, invece che sia la Regione ad investire nel mercato perché il comparto florovivaistico è importante per il nostro territorio e il mercato non è una questione che riguarda solo Pescia, ma tutto il distretto e nella malaugurata ipotesi in cui dovesse chiudere, il problema non sarebbe solo di Pescia, ma un disastro economco per una parte consistente del territorio regionale».
L'incontro è stato importante per altre due ragioni, secondo Giurlani. La prima è servito a ribadire che il Comune non ha intenzione di prendere nel proprio patrimonio il mercato, così come già evidenziato dalla precedente giunta. Infine, il sindaco ha chiesto una proroga nella gestione del mercato, attualmente fissata al 30 giugno almeno fino alla fine dell'anno «perché al di là di quale progetto riguarderà la struttura, bisogna dare al Mefit e ai suoi operatori una continuità aziendale».
Ma qualora dovesse naufragare l'ipotesi di un intervento pubblico diretto sulla struttura da parte della Regione, quale sarebbe il futuro del mercato? «Non mi rimane che attuare il piano B - ha ribadito il sindaco, vale a dire la realizzazione di una tensostruttura esterna nella quale trasferire il servizio di vendita all'ingrosso dei fiori - perché si tratta pur sempre di un servizio pubblico che deve garantire il Comune. E' l'estrema ratio e vorrei non arrivarci, anche perché se il Comune investisse proprie risorse per 400-500 mila euro in questa soluzione significherebbe toglierle da altri servizi a cui sono state destinate».
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