Sicurezza
Accordo fatto fra Mefit e dipendenti Comicent
In 4 hanno accettato un ulteriore risarcimento per il licenziamento illegittimo mentre un quinto ha ottenuto di essere reintegrato al proprio posto di lavoro
PESCIA. Raggiunto l'accordo tra l'azienda speciale Mefit e i cinque ex dipendenti del Comicent, che erano stati licenziati il 31 marzo del 2013 dal commissario liquidatore, dopo il piano di rilancio fortemente voluto dal Comune e dalla Regine Toscana, che ha visto di fatto nascere il nuovo organismo amministrativo del mercato dei fiori della Toscana. Alla base del contenzioso il mancato passaggio alle dipendenze del Mefit da parte dei 5 dipendenti al momento del subentro del Comicent nella gestione del mercato dei fiori. Sin dall'inizio il sindacato ed i lavoratori coinvolti avevano contestato le scelte adottate dai vertici dell'amministrazione, ed in questi anni non sono mancati tentativi volti alla revisione di quella decisione, conclusi con un sostanziale nulla di fatto, almeno fino alla giornata di ieri. Un accordo tra le parti, scaturito da una lunga serie di trattative e firmato nella mattinata di ieri, dinanzi al giudice del lavoro del tribunale di Pistoia, ha posto, dunque, fine alla lunga e travagliata vicenda processuale, iniziata oltre tre anni fa. «Dopo diversi incontri siamo giunti finalmente a definire un accordo con soddisfazione di tutti - è stato il commento dell'amministratore unico del Mefit Antonio Grassotti - del Mefit sicuramente, dal momento che corrisponderemo 180 mila euro, somma che per quanto importante è al di sotto del 50 per cento di quella che inizialmente aveva richiesto il giudice, oltre ai contributi che erano stati contabilizzati a suo tempo». L'accordo giunge a quasi un anno di distanza dalla sentenza di nullità dei licenziamenti, emessa dal giudice del lavoro del tribunale di Pistoia Maria De Renzis, che aveva accolto in toto le ragioni dei cinque lavoratori licenziati e condannato l'azienda speciale Mefit (stante l'improcedibilità della domanda nei confronti del Comicent) a reintegrare i lavoratori nel posto di lavoro e a risarcirli di tutte le retribuzioni e i contributi che avevano perso dalla data del licenziamento fino al momento in cui sarebbe di fatto avvenuto il reintegro. Solo uno dei cinque ex dipendenti ha scelto di essere reintegrato, mentre gli altri avevano optato già un anno fa per un ulteriore risarcimento pari a 15 mensilità. Il Mefit aveva presentato un ricorso contro la sentenza anche «in relazione agli obblighi che ha nei confronti della Corte dei Conti che suggeriscono di opporsi al reintegro e al risarcimento fino all'ultimo grado di giudizio» aveva dichiarato l'allora amministratore unico Franco Baldaccini. «A far propendere il giudice del lavoro per la tesi della prosecuzione del rapporto - dichiaravano i vertici del Mefit un anno fa - a dispetto della cessazione dell'attività del Comicent e della natura pubblicistica dei soggetti coinvolti e del servizio oggetto di privativa, pare essere stata la prosecuzione del rapporto di lavoro, transitoriamente autorizzata nella fase di start up dell'azienda speciale, in forza di apposito contratto di servizi, fase durata appena tre mesi, per dar modo all'amministrazione comunale di acquisire un parere della Corte di Conti, di fatto completamente disatteso dalla giudice del lavoro del nostro tribunale» .
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