Il dolore
Le Terme di Montecatini annunciano licenziamenti
Nell’incontro con i sindacati si è parlato di mobilità per alcune “figure apicali”. Confermati i tagli all’integrativo per tutti
MONTECATINI. La parola “mobilità” non è più un tabù alle Terme. Se qualche timido accenno in tal senso era stato fatto alla fine dell’assemblea societaria, i termini della questione sono stati esplicitati martedì 5 aprile in una riunione fiume che ha messo di fronte i vertici dell'azienda e i sindacati. Ma per avere davvero la portata di questa storica decisione (che sa un po' di spartiacque con il mito del posto fisso alle Terme) si dovrà attendere la lettera con la quale la società formalizzerà l'apertura della procedura di mobilità.
«Che, sia ben chiaro - specifica Luisella Brotini, Filcams Cgil - non riguarderà i dipendenti degli stabilimenti, ma solo le figure apicali». Da tempo, infatti, amministratore unico e consulente cercano un accordo bonario con i quadri aziendali, con l'obiettivo di ridurre il loro stipendio. «Evidentemente - dice Aniello Montuolo, Fisascat Cisl - non è stata trovata alcuna intesa e ora ci troviamo di fronte a una situazione di estrema gravità politica e formale».
Ma quali sarebbero queste figure apicali? Il provvedimento potrebbe riguardare i tre direttori di area (marketing, sanitario, tecnico), ma non solo. «Forse nel mezzo ci sono anche delle figure intermedie, ma finché non arriva la lettera della società non lo sappiamo con certezza», spiega Brotini.
Ma anche i lavoratori di “base” hanno avuto la loro (sgradita) sorpresa. Da un paio di mesi, infatti, non ricevono più in busta paga un integrativo che ammonta a circa 110 euro l'anno. «Questa decisione - dice Montuolo - ci è stata confermata durante l'incontro e potrebbero saltare fuori tagli anche ad altri tipi di indennità: per noi è come se l'azienda ci avesse chiesto di aprire una vertenza». Poi si è parlato anche dell'esternalizzazione di taluni servizi. «Non sappiamo - spiega Brotini - se questo sia in qualche modo legato alla mobilità dei quadri».
Infine qualche accenno è stato fatto circa l'altro punto di riequilibrio dei conti: il piano di vendita degli immobili non strategici (Panteraie, Torretta, tennis club, Excelsior, Palazzina Regia). E ora, che succede? «L'azienda - dice ancora Brotini - ha agito in maniera unilaterale e discutibile e forse ha anche la volontà di andare oltre. Non esiste alcun percorso condiviso a meno che non ci sia maggior chiarezza sull'obiettivo finale, ma per noi non è certo sufficiente dire che questo è la salvezza delle Terme».
«A tutto l'impianto - aggiunge Montuolo - manca il pezzo più importante: il piano industriale. Ora aspettiamo la lettera della società, poi la porteremo in assemblea dei lavoratori, che deciderà quali passi compiere».
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