Il Tirreno

Montecatini

Balducci, la direzione incontra la Regione

Intanti però i sindacati hanno proclamato ieri una giornata di sciopero. «Ci stanno prendendo in giro»

2 MINUTI DI LETTURA





PIEVE A NIEVOLE. La proprietà della Balducci Spa non è sorda alle richieste della Regione. I titolari dello storico calzaturificio per bambini con sede in via del Melo accettano l'invito dell'assessore toscano al lavoro, Gianfranco Simoncini: venerdì si accomoderanno al tavolo di crisi istituzionale a Firenze, dove saranno presenti anche il presidente della Provincia di Pistoia, Rinaldo Vanni, e il sindaco di Pieve, Gilda Diolaiuti.

«La richiesta principale sarà il ritiro della procedura di mobilità. In subordine la possibilità, da parte della Regione, di trovare nuovi imprenditori», fa sapere la Regione.

Intanto arrivano le reazioni all'intervista concessa al Tirreno da Iacopo Nucci, direttore generale della Balducci. Scrivono in forma congiunta i sindacati (Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil): «A certe dichiarazioni non si può che rispondere con una iniziativa forte: con uno sciopero per l'intera giornata (avvenuto ieri, ndr) davanti ai cancelli che si dovevano riaprire per alcuni lavoratori. Si parla di sospensione dell’attività quando invece si è aperta una procedura per mandare a casa tutti i dipendenti. Riconoscere che si sono sbagliati alcuni investimenti, che ridurre i costi senza fare innovazione è stata una scelta sbagliata, dire che se si fosse stati capaci di ascoltare anche i suggerimenti che venivano dalla parte tecnica/operativa e da coloro che vendevano il prodotto si sarebbero evitati certi errori, è impossibile per la famiglia Balducci. Dichiarare che “nessuno ci aiutati” suona come un'ulteriore presa in giro».

Continua la nota: «Ci avevano spiegato che la scelta di delocalizzare in Tunisia e licenziare molti lavoratori sarebbe stata la panacea di tutti i mali e oggi invece ne vediamo i risultati. Le istituzioni che hanno concesso la possibilità di cambio di destinazione d'uso e creduto che ciò avrebbe consentito di recuperare quel personale licenziato all'epoca pensiamo non abbiano fatto poco. Inoltre, sembra che l'incontro con le istituzioni sia per l'azienda una concessione a fatica sopportata e non un appuntamento utile per tentare di risolvere la situazione. Infine la nostra piena solidarietà ai lavoratori dello stabilimento in Tunisia che, oltre alla perdita del lavoro, sembra non abbiano nemmeno ricevuto i recenti stipendi, e anche ai rappresentanti e agenti di vendita che sembra abbiano appreso formalmente solo qualche giorno fa della mancata produzione degli ordini».

Luca Signorini

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa