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Assalto al pronto soccorso di Pescia nel weekend

Maria Salerno
Assalto al pronto soccorso di Pescia nel weekend

Proteste per le lunghe attese. «Solo domenica 132 accessi», conferma l’Asl. Ma c’è anche carenza di letti per i ricoveri

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PESCIA. Un fine settimana di passione al Pronto soccorso di Pescia. Nella sola giornata di domenica 3 aprile, secondo quanto riferisce lo stesso ufficio stampa dell’azienda sanitaria, si sarebbero registrati ben 132 accessi, tutti con codici impegnativi che hanno messo a dura prova il personale in servizio. «Tutti i pazienti sono stati trattati in Pronto soccorso e poi dimessi perché non necessitavano di ricovero - secondo l'azienda sanitaria - fatta eccezione per un paziente che è stato ricoverato in osservazione breve intensiva».

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Sotto organico. Il personale del Pronto soccorso al Cosma e Damiano è sotto organico, «ma anche fossimo in venti - ha fatto notare qualcuno - si lavora lo stesso con difficoltà perché manca la cultura dell'utilizzo più appropriato del servizio. Il Pronto soccorso andrebbe utilizzato solo per problemi urgenti e non risolvibili dal medico di famiglia, dal pediatra o dalla guardia medica: la mancanza di campagne di buona educazione sanitaria e l'incapacità di distinguere l'urgenza vera da quella presunta, invece, fanno sì che tutti si indirizzino al Pronto soccorso, che inevitabilmente finisce per essere congestionato».

Mancano i posti letto. A queste carenze di “cultura sanitaria” vanno ad aggiungersi annose problematiche quali la mancanza di posti letto (nella notte fra sabato e domenica risulta che non c'era alcuna possibilità di effettuare ricoveri a Pescia e nemmeno al San Jacopo evidentemente, dal momento che alcuni pazienti giungevano proprio da lì), liste d'attesa chilometriche, guardie mediche che indirizzano i pazienti in Pronto soccorso anche per problemi di lieve entità o problemi cronici, e in ogni caso “non urgenze”. La situazione di domenica 3 aprile, che per l'azienda sanitaria, è stata “eccezionale”, secondo alcuni operatori, invece, non lo è affatto «in quanto non sono mancati giorni in cui gli accessi sono stati anche 150 - riferiscono - con impossibilità di ricovero vista la mancanza di posti letto e lunghissime attese nella speranza che prima o poi qualcuno si renda libero».

Segnalazioni. La situazione di difficoltà in cui il reparto opera è testimoniata anche da alcune segnalazioni giunte al nostro giornale da parte dei parenti di alcuni pazienti, che pur riconoscendo gli sforzi del personale medico, non possono fare a meno di lamentare i disagi derivanti dalle lunghe attese.

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