Sicurezza
Assalto al pronto soccorso di Pescia nel weekend
Proteste per le lunghe attese. «Solo domenica 132 accessi», conferma l’Asl. Ma c’è anche carenza di letti per i ricoveri
PESCIA. Un fine settimana di passione al Pronto soccorso di Pescia. Nella sola giornata di domenica 3 aprile, secondo quanto riferisce lo stesso ufficio stampa dell’azienda sanitaria, si sarebbero registrati ben 132 accessi, tutti con codici impegnativi che hanno messo a dura prova il personale in servizio. «Tutti i pazienti sono stati trattati in Pronto soccorso e poi dimessi perché non necessitavano di ricovero - secondo l'azienda sanitaria - fatta eccezione per un paziente che è stato ricoverato in osservazione breve intensiva».
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Sotto organico. Il personale del Pronto soccorso al Cosma e Damiano è sotto organico, «ma anche fossimo in venti - ha fatto notare qualcuno - si lavora lo stesso con difficoltà perché manca la cultura dell'utilizzo più appropriato del servizio. Il Pronto soccorso andrebbe utilizzato solo per problemi urgenti e non risolvibili dal medico di famiglia, dal pediatra o dalla guardia medica: la mancanza di campagne di buona educazione sanitaria e l'incapacità di distinguere l'urgenza vera da quella presunta, invece, fanno sì che tutti si indirizzino al Pronto soccorso, che inevitabilmente finisce per essere congestionato».
Mancano i posti letto. A queste carenze di “cultura sanitaria” vanno ad aggiungersi annose problematiche quali la mancanza di posti letto (nella notte fra sabato e domenica risulta che non c'era alcuna possibilità di effettuare ricoveri a Pescia e nemmeno al San Jacopo evidentemente, dal momento che alcuni pazienti giungevano proprio da lì), liste d'attesa chilometriche, guardie mediche che indirizzano i pazienti in Pronto soccorso anche per problemi di lieve entità o problemi cronici, e in ogni caso “non urgenze”. La situazione di domenica 3 aprile, che per l'azienda sanitaria, è stata “eccezionale”, secondo alcuni operatori, invece, non lo è affatto «in quanto non sono mancati giorni in cui gli accessi sono stati anche 150 - riferiscono - con impossibilità di ricovero vista la mancanza di posti letto e lunghissime attese nella speranza che prima o poi qualcuno si renda libero».
Segnalazioni. La situazione di difficoltà in cui il reparto opera è testimoniata anche da alcune segnalazioni giunte al nostro giornale da parte dei parenti di alcuni pazienti, che pur riconoscendo gli sforzi del personale medico, non possono fare a meno di lamentare i disagi derivanti dalle lunghe attese.
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