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CACCIA AGLI ABUSIVI A LAMPORECCHIO

Sei quintali di rifiuti raccolti in un giorno

Sei quintali di rifiuti raccolti in un giorno

LAMPORECCHIO. Sei quintali di rifiuti illegalmente abbandonati nelle campagne e nei boschi del Montalbano. Questo lo “sporco bottino” recuperato dalla Polizia municipale di Lamporecchio, in...

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LAMPORECCHIO. Sei quintali di rifiuti illegalmente abbandonati nelle campagne e nei boschi del Montalbano. Questo lo “sporco bottino” recuperato dalla Polizia municipale di Lamporecchio, in collaborazione con i volontari della Vab, nelle vie di Giugnano, Porcianese, Montalbano e dei Nardini, durante la raccolta straordinaria di ieri.

Da tempo, ormai, sono diventate sempre più frequenti le cattive abitudini degli incivili che, incuranti della legge, inquinano e deturpano l'ambiente. Sacchi pieni di pannolini, carcasse di elettrodomestici, ma anche tanta plastica e cartone sono stati così recuperati per essere poi correttamente conferiti nei depositi di Publiambiente. «Abbiamo collaborato - dice Federico Romani, comandante della locale polizia municipale - con l'amministrazione comunale nell'ottica del controllo e della repressione di questo genere di illecito che rappresenta anche un vero e proprio spregio sociale. Abbiamo dunque ispezionato, grazie anche all'impiego delle squadre di volontari Vab, i numerosi rifiuti abbandonati. Gli indizi e le fonti di prova rinvenute, infatti, saranno fondamentali per applicare le adeguate sanzioni ai responsabili. E, in alcuni casi, lo smaltimento illegale effettuato è sintomatico di altri illeciti, come ad esempio affitti a nero. Per questo abbiamo avviato le indagini, per affidare i colpevoli alla giustizia».

L'amministrazione comunale di Lamporecchio ha intenzione di inasprire i controlli. «Verificheremo con maggior cura le utenze del nostro Comune - dice - e incroceremo i dati con l'ufficio del catasto per individuare situazioni di mancata registrazione di contratti di locazione o qualunque altra forma di violazione».

«L'abbandono illegale dei rifiuti - conclude Romani - è perseguibile sia da un punto di vista amministrativo che penale. Il Testo unico ambientale prevede, per un normale cittadino, una sanzione pecuniaria da 300 a 3.000 euro. Per una persona giuridica (un’impresa o una ditta), invece, le pene si aggravano, con l’arresto dai tre mesi ai due anni e un’ammenda tra i 2.600 e i 26.000 euro». (m.t.)

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