Il Tirreno

Montecatini

Poste, 30 truffati dal dipendente infedele si affidano al sindaco

Luca Signorini
Il sindaco di Montecatini, Giuseppe Bellandi (Foto Nucci)
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Il sindaco di Montecatini, Giuseppe Bellandi (Foto Nucci)

Il Comune di Montecatini cercherà di far avere dalle Poste degli anticipi a chi ha perso tutto. Sonia Mucci: «Devono restituire completamente»

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MONTECATINI. Il sindaco Giuseppe Bellandi, l'avvocato Franco Arizzi (a titolo gratuito) e una trentina di cittadini di Nievole truffati fanno fronte comune per avere da Poste Italiane «garanzie più certe sui tempi di restituzione dei soldi». Una sorta di class action, «con il Comune che offre la sua assistenza, per vedere se possiamo fare qualcosa, per raggiungere risultati concreti nel più breve tempo possibile e per difendere gli interessi dei residenti che rappresento», spiega Bellandi.

I correntisti che sabato mattina, 2 aprile, hanno partecipato a un incontro nel municipio di viale Verdi sono piccoli risparmiatori che hanno visto sparire dai conti e dai buoni fruttiferi accesi all'ufficio postale di Nievole cifre al massimo di 20.000 euro. Ma sono molte di più, da ciò che si apprende circa un centinaio, le persone raggirate dal dipendente infedele, che dopo aver lasciato il posto di lavoro prima per malattia e poi per ferie, oggi sembra irreperibile (o più probabilmente confinato in un luogo protetto, al riparo da eventuali ritorsioni).

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Questi clienti di Poste Italiane, che hanno subito ammanchi certo più ingenti (in un caso noto addirittura 600.000 euro), stanno contattando per proprio conto una serie di legali nel tentativo di riavere il maltolto. «Le persone che si sono rivolte al Comune in questa vicenda hanno perso i pochi risparmi che avevano e non possono permettersi di pagare un avvocato», sottolinea Sonia Mucci, consigliere comunale Pd e portavoce (insieme al presidente del consiglio comunale, Andrea Rastelli) della frazione di Nievole. Con buona pace dell'Ordine degli avvocati di Pistoia, che nei giorni scorsi aveva considerato illegittimo l'invito del primo cittadino termale a rivolgersi a uno specifico professionista (Arizzi) per far valere le ragioni di quanti hanno avuto i conti prosciugati.

Annuncia inoltre in una nota il Comune di Montecatini: «Nel corso della riunione è emersa la proposta da parte del sindaco Bellandi di incontrare entro un paio di settimane i vertici di Poste a Roma per avere garanzie più certe sui tempi di restituzione dei soldi. Ricordiamo che le Poste a livello regionale hanno già confermato la restituzione del maltolto a tutti i truffati, compresi gli interessi, nel giro di sei-sette mesi. In questo passaggio il Comune si fa dunque promotore di una richiesta di risarcimento il più veloce possibile, a tutela di tutti i cittadini in difficoltà. Alcuni di loro hanno infatti chiesto legittimamente di ottenere un anticipo delle somme “sparite” per andare incontro alle esigenze economiche quotidiane. In vista dell'incontro a Roma, il sindaco ha chiesto ai cittadini di ottenere dati più precisi e documentazioni certe per agevolare anche il lavoro dei carabinieri e della magistratura che si stanno occupando della truffa».

Aggiunge Sonia Mucci: «Noi quereleremo il dipendente, ma in che modo verrà fatta valere la responsabilità di Poste Italiane? L'azienda doveva controllare, e ora deve tutelarci esaudendo tutte le richieste dei danneggiati. Io se sbaglio pago, e anche loro devono pagare. E poi vogliamo sapere quando ci restituiscono i soldi, ce lo hanno promesso ma non abbiamo ancora firmato niente, non c'è nessuna certezza».

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