«Negli ultimi 2 anni lo stato debitorio è cresciuto del 105%»
PIEVE A NIEVOLE. I problemi della Balducci non nascono da niente, negli ultimi 2-3 anni diventano insanabili, ma hanno radici lontane. Si legge ancora nella lettera: «I profondi cambiamenti del...
PIEVE A NIEVOLE.
I problemi della Balducci non nascono da niente, negli ultimi 2-3 anni diventano insanabili, ma hanno radici lontane. Si legge ancora nella lettera: «I profondi cambiamenti del mercato della calzatura da bambino hanno portato la nostra società a dover necessariamente rivedere le proprie politiche di mercato, rendendosi più aggressiva con listini sempre più al ribasso, contenendo al massimo i costi di struttura e investendo in innovazione dei disegni e delle linee. L'azienda ha infatti deciso di concentrare nel proprio sito industriale le attività di progettazione, disegno e modelleria, in un mercato sempre più concorrenziale in cui i competitor aumentano di numero ogni anno. Questo ha permesso inizialmente di mantenere almeno in parte il proprio mercato, nell'ottica di cercare di aumentarlo, contenendo i costi non più sostenibili». Evidenzia la Balducci: «Il mercato italiano però ha subito, come tutto il settore calzaturiero, una delle più rilevanti contrazioni degli ultimi 50 anni, ed è attualmente stagnante senza purtroppo indicazioni di ripresa. Dalla lettura dei bilanci degli ultimi anni alcuni indicatori presupponevano una tendenza negativa, in parte compensata a livello economico con una tenuta delle vendite, anche se con margini sempre più ridotti. In particolare, l'andamento della situazione debitoria nei confronti delle banche si è incrementata nel tempo aumentando di circa il 105% negli ultimi due anni. Di riflesso i margini aziendali si sono progressivamente erosi, con un incremento degli interessi passivi bancari». E nonostante «un urgente intervento da parte della proprietà», è arrivata la chiusura. (lu.si.)
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