Il Tirreno

Montecatini

Eroina e hashish davanti alle scuole presa la banda degli spacciatori

di David Meccoli
Eroina e hashish davanti alle scuole presa la banda degli spacciatori

Sei arresti dei carabinieri tutti nello stesso giorno. Il gruppo di nigeriani operava da tempo tra Montecatini, Pescia e Uzzano ed era già finito in carcere un anno fa. Incastrati dalle telefonate

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MONTECATINI. Il “vizietto” dello spaccio non lo avevano perso nemmeno dopo essere finiti in manette una prima volta ed essere stati rimessi in libertà per decorrenza dei termini di custodia. Tempo qualche mese e la banda (tutta di nazionalità nigeriana) era di nuovo attiva sul mercato. Eroina e hashish venivano venduti soprattutto nei pressi delle scuole di Pescia, Uzzano e Montecatini, ma non tanto perché i consumatori finali fossero studenti (o almeno così non risulta dalle indagini condotte dai carabinieri), quanto perché all'orario di entrata e di uscita era per gli spacciatori più facile “mimetizzarsi” tra il flusso di ragazzi e genitori e mascherare la cessione delle dosi agli assuntori (almeno 19 quelli abituali accertati dai militari).

Ma stavolta i carabinieri potrebbero davvero aver stroncato il giro di droga: sei gli arresti (tutti nello stesso giorno) nell'ambito dell'operazione denominata “Buona fortuna 2”. L'appellativo sta a indicare il soprannome di uno dei componenti della banda (questo il nome trovato in varie “agende” dei tossicodipendenti), mentre il numero fa riferimento a una precedente operazione collegata.

L'indagine, coordinata da Fabio Di Vizio della Procura della Repubblica di Pistoia, è stata avviata dai militari della stazione di Pescia, che nel febbraio del 2014 avevano arrestato in flagranza di reato un 33enne nigeriano senza fissa dimora nell'atto di cedere eroina a un tossicodipendente del luogo. In quell'occasione si rivelò molto proficuo per l'indagine il ritrovamento nel temporaneo domicilio dell'arrestato di alcuni cellulari dotati di sim con intestatari di comodo di nazionalità cinese. L'analisi delle comunicazioni telefoniche permise di identificare subito due complici e una lunga serie di acquirenti tanto da quantificare in quasi un migliaio le cessioni di eroina e hashish. Nel prosieguo delle indagini gli inquirenti arrivarono a un'ordinanza di custodia cautelare in carcere che fu eseguita nel marzo 2015 nei confronti del primo arrestato e di cinque suoi complici, trovati in quell'occasione in possesso di 30 grammi di eroina e una modesta quantità di hashish, nascoste in un'abitazione di Uzzano. Anche in quest'occasione l'esame del traffico dei telefoni cellulari degli arrestati ha consentito poi di identificare il resto della banda.

Dopo la scarcerazione (in media sono rimasti dietro le sbarre circa tre mesi) e cambiato il domicilio, lo spaccio è proseguito con le modalità già conosciute fino al febbraio di quest'anno con non meno di 700 cessioni effettuate e 19 assuntori identificati (tutti segnalati amministrativamente alla prefettura).

È stato proprio quest'ultima parte dell'indagine a completare il quadro accusatorio, che ha permesso alla procura di avanzare la richiesta al gip Patrizia Martucci di adeguate misure cautelari nei confronti dei sette soggetti identificati nel corso dell'indagine.

Si tratta (nella conferenza stampa non sono stati forniti i nomi) di un 25enne senza fissa dimora, condotto al carcere di Prato; di un 29enne, domiciliato a Montecatini, che ha rifiutato gli arresti domiciliari con il braccialetto elettronico ed è stato pertanto trasferito al carcere di Prato; di un 23enne, domiciliato a Massa e Cozzile, condotto al carcere di Prato; di un 28enne, domiciliato a Montecatini, condotto al carcere di Prato; di un 32enne, già in carcere a Lucca per altra causa; di una 31enne, unica donna del gruppo, sottoposta agli arresti domiciliari con braccialetto elettronico nel suo domicilio di Gallarate (Varese). Il settimo destinatario, quel 33enne senza fissa dimora già arrestato nel 2014 a Pescia, è tuttora ricercato. Le operazioni di rintraccio e arresto dei destinatari delle misure (cinque dei quali risultano gli stessi già arrestati lo scorso anno) sono state effettuate a Montecatini, Pescia, Massa e Cozzile, Lucca e Prato, con la collaborazione dei reparti dell'Arma locale.

«Con questa operazione - commenta il comandante della compagnia di Montecatini, Enrico Vellucci - pensiamo di aver messo le mani su una buona fetta del mercato della droga in Valdinievole».

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