Il Tirreno

Montecatini

Poste di Nievole, vertice per decidere le mosse

Incontro con l’avvocato Arizzi per valutare le possibilità di un accordo per la restituzione dei soldi spariti

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MONTECATINI. Un incontro tra amministrazione comunale, avvocato Franco Arizzi e (probabilmente) un gruppo di cittadini truffati per organizzare insieme le prossime mosse e trovare la via d'uscita meno dolorosa alla vicenda dei soldi sottratti da un funzionario dell'ufficio postale di Nievole. Sarebbero infatti decine i risparmiatori raggirati. Da Poste Italiane non vengono al momento forniti numeri certi sulle persone al centro della truffa (che ha coinvolto varie tipologie di investimenti, buoni fruttiferi, polizze e finanche le successioni), né l'entità totale dei soldi (che comunque sembra essere notevole), in quanto «è in corso un'indagine da parte della magistratura», ma si assicura che «sarà fatto il possibile per restituire ai clienti tutto ciò che è stato loro sottratto».

Ed è proprio su quest'ultimo punto che si concentreranno i tentativi del Comune: meglio se in via più o meno amichevole, con sicuri benefici economici per i cittadini e d'immagine per le Poste. La scorsa settimana, nel pieno dello scandalo, il sindaco Giuseppe Bellandi aveva proposto un aiuto da parte dell’avvocato Arizzi, scatenando l'ira di opposizione e Ordine degli avvocati, per poi specificare che voleva solo «essere un aiuto dell'ente ai cittadini in difficoltà», con Arizzi che aveva dato «al Comune la propria disponibilità del tutto gratuita». Lo stesso avvocato aveva aggiunto che «si tratta di valutare se il Comune, soggetto esponenziale della propria comunità, possa intervenire in questo genere di interessi e in secondo luogo se sussistano i presupposti per invocare immediatamente la responsabilità diretta di Poste Italiane». Ora va oltre e spiega il senso dell'incontro di sabato.

«Sto valutando l'intera vicenda - dice - per capire se e come sia possibile far intervenire il Comune, in quanto rappresentante della collettività, senza ricorrere alle altrimenti inevitabili cause. In questo modo si farebbe a meno di spese legali da parte dei cittadini. In altri termini, dobbiamo con i residenti e il sindaco capire se sia possibile andare da Poste Italiane e dire: visto che dovete risarcire, in quanto responsabili e datori di lavoro del soggetto coinvolto, e data l'influenza messa in campo dal Comune, si possono evitare le azioni legali? In caso contrario ognuno sarà libero di rivolgersi al proprio avvocato, senza limiti territoriali di competenza».

David Meccoli

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