La manifestazione
«Angiografo dal Meyer? Ce lo diano gratis»
Il responsabile della sanità per la Lega Nord attacca la Regione per le scelte sull’ospedale di Pescia
PESCIA. Cosa ne sarà dell'ospedale di Pescia? Di recente l'assessore regionale Stefania Saccardi ha evidenziato in una “tabella” i prossimi punti a sostegno del Cosma e Damiano. Sulla carta, le azioni annunciate non fanno una piega. Ma, nella realtà, il programma rischia di non essere così imponente e risolutorio, secondo il dottor Giuseppe Fiore, responsabile provinciale del dipartimento Sanità della Lega Nord.
Sicurezza. «Si parla di un ingente investimento per gli adeguamenti statico-strutturali per garantire la sicurezza per i prossimi decenni – dice Fiore – Ma il primo intervento realizzato nei giorni scorsi è stato quello di un nuovo ascensore che non è destinato a persone fisiche: si tratta di un montacarichi. Mi auguro siano in programma altri interventi, tenuto conto che una parte dell'ultimo piano dell’ex-Filanda è stata evacuata per problemi al tetto dello stabile, mentre nella parte restante del piano adibita ad ambulatori, qua e là si aprono crepe sulle pareti esterne. Il 12 aprile alle 14 il segretario nazionale della Lega Manuel Vescovi verrà in ospedale per incontrare cittadini e operatori. Sarà l'occasione per evidenziare tutte le magagne».
Pediatria. «Hanno voluto, in barba ad accordi ed impegni presi pubblicamente, chiudere il reparto e creare un punto di Osservazione Breve Intensiva (OBI) in locali in promiscuità con gli adulti. I pediatri sono stati ridotti di numero e deputati a dover fare più cose contemporaneamente. Ora, per confondere le idee e per dare l'impressione di occuparsi della faccenda, tornano a parlare di pediatria. Serve, per cominciare, una collocazione più decorosa per l'OBI pediatrica al di fuori dalla coabitazione con adulti ed anziani. Associata a ciò che rimane della pediatria, è la questione dell'ostetricia. Da alcuni mesi è stata spostata in condizioni di fortuna in parziale coabitazione con la chirurgia per poter dar modo alla partenza dei favolosi lavori milionari di ristrutturazione. La realtà sembrerebbe ben diversa. Infatti i locali dell'Ostetricia sono stati da tempo occupati dal Day Hospital Medico. Che non troverà più posto in medicina».
Angiografo. «Già molto tempo fa il granduca Enrico Rossi aveva giurato che avrebbe acquistato un nuovo angiografo per Pescia, mentre ora (forse) arriverà quello dal Meyer. In tutti questi discorsi però mai nessuno ha pensato al problema degli emodinamisti che servono per farlo funzionare. Tra Pescia e Pistoia esiste un'unica equipe di emodinamica. Infatti fino a che funzionava l'angiografo a Pescia, le sedute erano a giorni alterni. Poi la sala di emodinamica di Pescia è stata chiusa e ora funziona solo a Pistoia. Se arriverà l'angiografo, sarà nuovamente senza aggiunta di emodinamisti e si tornerà ai giorni alterni o forse peggio. Alcuni cardiologi pesciatini mi hanno confidato come, per la maggior parte dei pazienti individuati a Pescia e mandati a Pistoia per l'esecuzione del trattamento, il risultato complessivo sia solo “parziale” a causa della tempistica eccessivamente dilatata».
Meyer. «L?angiografo in questione è uno strumento del 2009 comprensibilmente molto sottoutilizzato trovandosi in ambiente pediatrico. Pare infatti che abbia eseguito in questi sette anni non più di un centinaio di esami. Segnalo come spesso tali apparecchiature sofisticate soffrano sì ad essere superutilizzate, ma anche se sottoutilizzate. La cosa però più curiosa è che la Asl, al Meyer, l'apparecchio lo dovrà pagare. Si è deciso di far cassa con ogni mezzo. Solo ora paiono accorgersi che, negli anni, le grandi Aziende Ospedaliere Universitarie non hanno badato a spese anche quando in periferia si elemosinava l'indispensabile. Se lo strumento in questione, al Meyer è praticamente inutile, mi pare giusto lo si trasferisca dove manca, ma perché pagarlo? Se proprio è stato dimostrato che si è trattato di un acquisto incauto non sarebbe più corretto rivalersi su chi nel 2009 tale acquisto l'ha richiesto ed ancor più su chi allora lo ha autorizzato? La Lega trova invece molto discutibile che per tappare le falle altrui si “depredi” la sanità pistoiese di diverse centinaia di migliaia di euro. Sempre sperando che poi non si riveli un “bidone”». (g.l.p.)
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