Il Tirreno

Montecatini

Azzerati i conti di decine di famiglie

di Luca Signorini

L’amarezza degli abitanti di Nievole dopo la scoperta della scomparsa dei soldi: ammanchi per almeno 300.000 euro

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NIEVOLE. Quando si parla di soldi il riserbo è sempre altissimo. Soprattutto se quei soldi sembrano spariti. E a maggior ragione se le Poste sono considerate un punto di riferimento, una vera e propria istituzione, come nella frazione di Nievole: è di appena tre anni fa la battaglia, poi vinta, per mantenere l'ufficio di via delle Vigne aperto al pubblico (oggi è in funzione tutte le mattine, esclusa la domenica), quando l'azienda voleva disfarsene. «La scoperta degli ammanchi dai buoni fruttiferi e da altri investimenti è una beffa anche ripensando a tutto l'impegno che abbiamo messo per scongiurare la chiusura del presidio postale», dice Andrea Rastelli, presidente del consiglio comunale, residente e portavoce degli abitanti di Nievole.

Da ciò che si apprende il numero delle famiglie che d'un tratto si sono accorte che i conti e i libretti erano stati in parte prosciugati si aggirerebbe sulla cinquantina. L'importo totale finito nelle tasche della persona ritenuta colpevole sarebbe piuttosto alto, oltre 300.000 euro.

Anche Rastelli è stato toccato dai prelievi del presunto dipendente infedele: «Non sono coinvolto io direttamente, ma la mia famiglia sì. Non ci sono ancora certezze, c'è un'indagine in corso che sta cercando di capire il problema. Il danno comunque c'è stato, ed è un danno grosso per tutta la nostra comunità: qui abitano circa 800 persone, e gran parte delle famiglie sembrano essere coinvolte».

Poste Italiane comunica «che il problema non è da poco, l'ufficio risorse umane si sta muovendo per identificare e sanzionare il colpevole». E nel frattempo ha fissato una serie di incontri con i clienti truffati, che solo in questi giorni hanno preso reale coscienza dei fatti.

In fondo al tunnel, sembra esserci comunque una speranza. Scrive in una nota il sindaco di Montecatini, Giuseppe Bellandi: «Dopo un colloquio telefonico con la direttrice dell'ufficio postale di Pistoia, ho appreso con soddisfazione che i soldi degli abitanti della Nievole non saranno persi e che verranno rimborsati. E comunque, l'amico e avvocato Franco Arizzi, professionista conosciuto da tutti, ha dato la sua piena disponibilità a incontrare i cittadini offesi. Invito in questo senso le famiglie che si trovino in difficoltà per questa vicenda a mettersi in contatto con il legale». Continua Bellandi: «Malgrado questi fatti debbano essere ancora verificati nella loro gravità dagli organi preposti, e di conseguenza individuate le responsabilità, come sindaco di Montecatini esprimo la mia sincera solidarietà alle persone colpite, che hanno visto sparire i loro risparmi di una vita».

L'impiegato sospettato di essere responsabile degli ammanchi non faceva differenza sul valore in denaro del conto: sono andati in rosso libretti da 40.000 euro, ma anche quelli da 10.000. Racconta una signora: «Io credevo di avere tre buoni fruttiferi postali da 2.500 euro ciascuno, quando sono andata a conoscere la mia situazione mi è stato detto che ne era stato aperto soltanto uno. In pratica gli altri 5.000 euro non sono mai stati investiti».

Le prime scoperte delle ruberie risalirebbero a circa un mese fa, quando lo storico dipendente del piccolo sportello postale non si è presentato più a lavoro, prima ufficialmente per un periodo di ferie, diventata in seguito un'assenza prolungata per malattia. «Una mattina - ricordano dalla macelleria Vannini - quattro signore hanno preso possesso dell'ufficio, ed è stato chiaro a tutti che si trattava di un'ispezione. Siamo rimasti subito molto sorpresi, ma non ci immaginavamo tutto questo. Anche perché la persona oggi indagata era da vent'anni il responsabile del presidio qui a Nievole, lo consideravamo ormai uno di famiglia, ci fidavamo. Potevamo metterci la mano sul fuoco, alla luce dei fatti evidentemente ce la bruciavamo. In questa zona abitano soprattutto anziani, che si affidano alle Poste anche per pochi risparmi. In tanti vengono in negozio e si lamentano di essere stati truffati. Non sappiamo darci spiegazioni per ciò che è successo».

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