Gioco
Montecatini, il sindacato trasloca ma lascia faldoni pieni di documenti “sensibili”
Ci sono anche dichiarazioni dei redditi dei contribuenti negli scaffali non ancora liberati dalla Uil dopo lo sfratto
MONTECATINI. Centinaia di faldoni accatastati sugli scaffali, con nomi e redditi dei contribuenti. Dati sensibili, molti dei quali ancora non “prescritti”, che ora rischiano di finire nel mezzo di strada a causa di una vicenda che si sta trascinando per le lunghe e che ha visto entrare tra gli attori protagonisti anche un ufficiale giudiziario e gli avvocati. Il dito accusatore è quello di Michele Gallicchio, ragioniere con un avviato studio in zona corso Roma. Destinatario degli strali la Uil, la cui sede locale è stata per anni in via Cosimini. Poi tra proprietario del fondo di 120 mq (Gallicchio) e locatario qualcosa è andato storto, i pagamenti dell'affitto si sono interrotti e si è arrivati allo sfratto.
Ma il lavoro di tanti anni (la Uil, Caf e patronati compresi, era in via Cosimini fin dal 2000) è rimasto accatastato a raccogliere la polvere e ora c'è chi chiede il conto. «I primi problemi - racconta Gallicchio - sono sorti nel 2013, quando il sindacato ha smesso di pagare. A maggio 2014 il locatario ha tentato un accordo sulla ristrutturazione del debito e su un contratto di minore entità, promettendo che da gennaio 2015 sarebbe subentrata nei pagamenti la Uil regionale e non ci sarebbero state più difficoltà». Ma nei mesi successivi la situazione è rimasta congelata. «Ho provato a contattare la sede regionale del sindacato - dice ancora Gallicchio - ma mi hanno risposto che loro, di questo accordo, non ne sapevano assolutamente nulla».
Così a novembre 2014 è partito lo sfratto, divenuto esecutivo il gennaio successivo. A maggio 2015 in via Cosimini si è presentato anche l'ufficiale giudiziario ma, nel frattempo, la Uil si era trasferita nella nuova sede di via Medici del vascello. «Ma le chiavi dei locali - spiega Gallicchio - mi sono state restituite solo dopo diverso tempo. Quando sono riuscito finalmente a entrare negli uffici, ho trovato centinaia e centinaia di documenti e raccoglitori, comprese le dichiarazioni dei redditi di tanti lavoratori e pensionati».
A più riprese Gallicchio ha provato a contattare il sindacato per svuotare le stanza, ma ancora non si è visto nessuno. «Devo ancora riscuotere una discreta somma e mi sono già attivato con un legale. Ma intanto, dato che vorrei affittare nuovamente gli spazi, qualcuno venga a prendersi i faldoni, altrimenti finiscono per strada». Il segretario locale della Uil, Paolo Meacci, preferisce non entrare nei dettagli ma promette di togliere la documentazione «entro mercoledì prossimo» e di voler comunque trovare un accordo per pagare quanto ancora dovuto: «Sono cifre modeste, cercheremo di fare il possibile».
David Meccoli
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