Il Tirreno

Montecatini

Montecatini, il sindacato trasloca ma lascia faldoni pieni di documenti “sensibili”

Alcuni scatoloni contenenti documenti con dichiarazioni dei redditi
◗
Alcuni scatoloni contenenti documenti con dichiarazioni dei redditi

Ci sono anche dichiarazioni dei redditi dei contribuenti negli scaffali non ancora liberati dalla Uil dopo lo sfratto

2 MINUTI DI LETTURA





MONTECATINI. Centinaia di faldoni accatastati sugli scaffali, con nomi e redditi dei contribuenti. Dati sensibili, molti dei quali ancora non “prescritti”, che ora rischiano di finire nel mezzo di strada a causa di una vicenda che si sta trascinando per le lunghe e che ha visto entrare tra gli attori protagonisti anche un ufficiale giudiziario e gli avvocati. Il dito accusatore è quello di Michele Gallicchio, ragioniere con un avviato studio in zona corso Roma. Destinatario degli strali la Uil, la cui sede locale è stata per anni in via Cosimini. Poi tra proprietario del fondo di 120 mq (Gallicchio) e locatario qualcosa è andato storto, i pagamenti dell'affitto si sono interrotti e si è arrivati allo sfratto.

Ma il lavoro di tanti anni (la Uil, Caf e patronati compresi, era in via Cosimini fin dal 2000) è rimasto accatastato a raccogliere la polvere e ora c'è chi chiede il conto. «I primi problemi - racconta Gallicchio - sono sorti nel 2013, quando il sindacato ha smesso di pagare. A maggio 2014 il locatario ha tentato un accordo sulla ristrutturazione del debito e su un contratto di minore entità, promettendo che da gennaio 2015 sarebbe subentrata nei pagamenti la Uil regionale e non ci sarebbero state più difficoltà». Ma nei mesi successivi la situazione è rimasta congelata. «Ho provato a contattare la sede regionale del sindacato - dice ancora Gallicchio - ma mi hanno risposto che loro, di questo accordo, non ne sapevano assolutamente nulla».

Così a novembre 2014 è partito lo sfratto, divenuto esecutivo il gennaio successivo. A maggio 2015 in via Cosimini si è presentato anche l'ufficiale giudiziario ma, nel frattempo, la Uil si era trasferita nella nuova sede di via Medici del vascello. «Ma le chiavi dei locali - spiega Gallicchio - mi sono state restituite solo dopo diverso tempo. Quando sono riuscito finalmente a entrare negli uffici, ho trovato centinaia e centinaia di documenti e raccoglitori, comprese le dichiarazioni dei redditi di tanti lavoratori e pensionati».

A più riprese Gallicchio ha provato a contattare il sindacato per svuotare le stanza, ma ancora non si è visto nessuno. «Devo ancora riscuotere una discreta somma e mi sono già attivato con un legale. Ma intanto, dato che vorrei affittare nuovamente gli spazi, qualcuno venga a prendersi i faldoni, altrimenti finiscono per strada». Il segretario locale della Uil, Paolo Meacci, preferisce non entrare nei dettagli ma promette di togliere la documentazione «entro mercoledì prossimo» e di voler comunque trovare un accordo per pagare quanto ancora dovuto: «Sono cifre modeste, cercheremo di fare il possibile».

David Meccoli

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web