Attenzione
Abusi sulla figlia di quattro anni
E con un morso staccò un orecchio alla moglie: condannato a 16 anni in appello
MONTECATINI. Pesanti come macigni le accuse che pendevano sulla sua testa: dalle ripetute violenze sessuali sulla figlioletta di appena 4 anni, alle continue botte e bastonate alla moglie, alla quale, quando la donna aveva trovato il coraggio di scappare di casa con la bambina, aveva addirittura strappato un orecchio con un morso. Ma altrettanto pesante è stata la condanna che la Corte d’appello ha inflitto all’uomo: 16 anni di reclusione, con la decadenza dalla potestà genitoriale.
Imputato di violenza sessuale pluriaggravata, lesioni personali aggravate, maltrattamenti in famiglia e violazione di domicilio, un africano di 51 anni, di cui non scriviamo il nome per tutelare il diritto alla riservatezza della figlia minorenne e della moglie vittime delle violenze.
L’uomo, irreperibile dal 2013, in primo grado fu condannato dal tribunale di Pistoia a 18 anni e 6 mesi. Nel frattempo però i reati minori di maltrattamenti e violazione di domicilio sono caduti in prescrizione, per cui i giudici fiorentini hanno parzialmente riformato la sentenza.
I fatti risalgono infatti agli anni 2005-2006, quando, insieme alla moglie e alla figlia, l’uomo abitava a Monsummano. Le accuse nei suoi confronti iniziarono a venire fuori quando la moglie dovette essere ricoverata all’ospedale a causa dell'ennesima aggressione subita, il 9 marzo 2005. La donna, stanca dei continui maltrattamenti, era andata via di casa e aveva trovato ospitalità nell'appartamento di un'amica. L'uomo l'aveva rintracciata e, dopo aver sfondato il cancello d'ingresso e la porta di casa, le si era scagliato contro, prendendola a calci e pugni, cercando di strangolarla e poi strappandole con un morso mezzo orecchio sinistro.
In seguito a questa nuova aggressione, la donna si era rivolta agli avvocati Fausto Malucchi ed Elena Baldi, del foro di Pistoia, per sporgere denuncia su tutto ciò che aveva dovuto subire dal marito a partire dal 2003. Una vita impossibile, ben sintetizzata in uno dei capi d'imputazione: “quotidianamente maltrattava la moglie e la figlia minorenne con le seguenti condotte tenute alla presenza della figlioletta: sottoponendo la moglie a continue percosse - pugni, calci e bastonate - motivate dal rifiuto che ella gli opponeva quando lui la esortava a prostituirsi; insultandola e minacciandola di morte reiteratamente, umiliandola e tormentandola continuamente, causando altresì una stabile situazione di sofferenza e paura...”.
E una volta iniziate le indagini da parte della procura della Repubblica, erano emerse piano piano anche le violenze sessuali che la bambina aveva dovuto subire dal padre, nel suo lettino, mentre la madre dormiva.
La sentenza, nella sua parte confermata dalla Corte d’appello, ha previsto una provvisionale, rispettivamente, di 80.000 e 50.000 euro per i danni subiti dalla figlia e dalla moglie. (m.d.)
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