Il Tirreno

Montecatini

Scatta la mobilitazione dei dipendenti termali di Montecatini

David Meccoli
Una manifestazione dei dipendenti delle Terme sulla scalinata del municipio (Foto Nucci)
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Una manifestazione dei dipendenti delle Terme sulla scalinata del municipio (Foto Nucci)

L’assemblea approva all’unanimità lo stato di agitazione per contrastare il taglio dell’integrativo. L’azienda fissa subito un incontro con i sindacati

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MONTECATINI. Mobilitazione, manifestazioni, ma anche sciopero. Sono le parole riecheggiate ieri mattina, 18 marzo, all'interno dello stabilimento Excelsior dove l'assemblea dei dipendenti delle Terme (presenti una quarantina di lavoratori) ha approvato all'unanimità di dare mandato alle organizzazioni sindacali di aprire uno stato di agitazione che, a pochi giorni dalla Pasqua e a poche settimane dall'avvio della nuova stagione turistica, non promette nulla di buono.

Ora gli occhi di tutti sono puntati alla data del 5 aprile, quando i vertici societari (l’amministratore unico Carlo Brogioni e la consulente Arabella Ventura) si incontreranno con i sindacati per cercare di scongiurare i bellicosi progetti dei dipendenti, delusi dalla piega che ha preso la vicenda degli integrativi e infastiditi dall'appuntamento concesso dalla società dopo che questa è venuta a conoscenza dell'assemblea di venerdì 18 marzo.

«Solo dopo aver letto che all'ordine del giorno dell'assemblea c'era la mobilitazione dei lavoratori, l'azienda ha finalmente (e furbescamente) risposto alla nostra richiesta d'incontro, che fino ad ora era stata invece inascoltata», dice Aniello Montuolo, Fisascat Cisl.

Al centro del contendere, come detto, i cosiddetti “integrativi”. La società di viale Verdi, alla continua ricerca di correttivi in grado di far quadrare il bilancio, ha messo nel mirino un premio annuo una tantum da 111 euro (poco più di 9 euro al mese), praticamente da sempre concesso ai lavoratori. La cosa - e non poteva essere altrimenti - non è andata giù ai dipendenti, che da un mese all'altro hanno visto la propria busta paga alleggerirsi («E parliamo di cifre che si aggirano sui mille euro al mese e non quanto si favoleggia», dice Montuolo). Subito si sono attivati i sindacati, che nelle scorse settimane hanno inoltrato una richiesta d'incontro urgente all'azienda. Ma dalla Palazzina Regia non si è fatto vivo nessuno. Almeno fino alla lettura di quell’ordine del giorno.

«L'azienda - dice Montuolo - ha trovato la scusa di voler prima aspettare l'esito di un’assemblea dei soci convocata per la prossima settimana. Ma cosa c'entrano Comune e Regione? I tagli allo stipendio li ha decisi la gestione della società, non la proprietà. A meno che non sia in atto un piano prestabilito...».

I lavoratori si sono allora riuniti venerdì e, senza alcuna eccezione, hanno votato per lo stato di agitazione. «Se non ci saranno risposte esaurienti nell’incontro del 5 aprile - spiega Montuolo - siamo pronti alla mobilitazione, che potrebbe anche voler dire sciopero o manifestazioni in cui cercheremo di coinvolgere anche la città. Non è più possibile chiudersi a nicchia davanti a questo atteggiamento. E, visto che ancora i lavoratori non hanno ricevuto alcuna comunicazione ufficiale sul taglio degli integrativi (un accordo che pertanto noi consideriamo ancora valido), vogliamo risposte precise. Anche sul piano industriale e, di conseguenza, sul futuro di dipendenti e di tutto il territorio».

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