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Franceschi e Ricciarelli tornano in casa Lega Nord

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PESCIA. Ritorno in casa Lega per Oliviero Franceschi e Alessandro Ricciarelli, consiglieri rispettivamente nei comuni di Pescia e di Uzzano nel gruppo “Un'Altra Pescia”. Sono stati gli stessi...

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PESCIA. Ritorno in casa Lega per Oliviero Franceschi e Alessandro Ricciarelli, consiglieri rispettivamente nei comuni di Pescia e di Uzzano nel gruppo “Un'Altra Pescia”. Sono stati gli stessi consiglieri ad annunciare, in una conferenza stampa il rientro nel partito di Salvini. «In realtà, un vero e proprio distacco ideologico non c'è mai stato - ha spiegato Franceschi - si è trattato piuttosto di un allontanamento momentaneo avvenuto quando Maroni dichiarò che prima di tutto il resto veniva il Nord, allora ci sembrò che quel partito non fosse più in grado di interpretare i sentimenti del resto dell'Italia, noi compresi, ma con Salvini le cose sono cambiate sostanzialmente ed è per questa ragione che ci sentiamo adesso di portare avanti questo progetto politico».

Nella precedente amministrazione, a Pescia, la Lega annoverava due consiglieri (Ricciarelli e Pellicci) e un vicesindaco, cioè lo stesso Franceschi. In questa maniera, il Carroccio torna ad essere rappresentato nei consigli comunali di Pescia e Uzzano. A ufficializzare il rientro degli ex militanti il segretario regionale della Lega Nord in Toscana Manuel Vescovi (che siede anche nel consiglio regionale) e il segretario della sezione della Valdinievole Luciana Bartolini. «Noi siamo l'alternativa, non l'opposizione - ha dichiarato Vescovi - dal momento che siamo disponibili a votare dei progetti della maggioranza Pd, purché a beneficio della comunità, vedi parco di Pinocchio. Noi siamo convinti che il rilancio della Valdinevole passi dalla rivalutazione turistica del territorio e che la creazione di un grande parco a Collodi possa contribuire a tutto ciò».

Qual è, invece, la posizione della Lega sul tema della fusione dei comuni? «Siamo per rispettare la volontà popolare - ha risposto Vescovi - se la maggioranza di entrambi i comuni si esprime a favore della fusione allora che si fondano, se uno dei due comuni dice no, invece, non dovrebbe avvenire nessuna fusione». (m.s.)

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