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concorso sul bullismo

Nicolò Monti racconta l’atroce logorio e vince

Nicolò Monti racconta l’atroce logorio e vince

MONTECATINI. Bullismo e cyberbullismo. Un tema importante ed estremamente attuale, visto attraverso gli occhi e le parole di Nicolò Monti, studente diciottenne del Liceo scientifico “Coluccio...

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MONTECATINI. Bullismo e cyberbullismo. Un tema importante ed estremamente attuale, visto attraverso gli occhi e le parole di Nicolò Monti, studente diciottenne del Liceo scientifico “Coluccio Salutati”. Nicolò, infatti, è risultato il vincitore, nella sua categoria, del concorso nazionale “Bullismo e cyberbullismo, quali le cause, il come e il perché…”, organizzato dai distretti italiani del Rotary International e ha ottenuto, così, la seconda menzione speciale per il suo elaborato scritto. E domani sarà premiato a Roma, alla presenza dei vari distretti del Rotary, dei rappresentanti della scuola e dei genitori, dal ministro dell’istruzione Stefania Giannini.

«È stato indetto questo bando di concorso – dice Raffaele Aversa, presidente del Rotary Club sezione di Montecatini e Pistoia – per sensibilizzare i giovani nei confronti del bullismo che purtroppo sta diventando una piaga sociale. Sono inoltre molto orgoglioso di affermare che, dei 22 premi assegnati in tutta Italia, ben 16 di questi se li è aggiudicati la Toscana».

Soddisfazione è stata espressa anche dalla docente Iolanda Cosentino, referente del progetto, e dalla dirigente Morena Fini. «Nicolò – dicono – ha seguito a scuola il percorso di educazione alla legalità, che quest’anno ha trattato proprio la tematica del bullismo. Grazie anche alla continuità didattica e agli specifici approfondimenti, è riuscito a dare vita a una produzione letteraria in cui emerge il ruolo sociale ricoperto dalla scuola».

«Il mio saggio - dice Nicolò - si intitola “Un atroce logorio”. La sua produzione rappresenta per me il culmine di un percorso che mi ha permesso di acquisire valori etici importanti. Pur non essendo stato direttamente vittima di bullismo, ne sono stato mio malgrado testimone. Per questa ragione, con questa mia opera, ho voluto farmi portavoce del dolore e provare ad abbattere il muro di omertà che, troppo spesso, si nasconde dietro agli atti di bullismo. E raccontare così l'atroce logorio che, nel peggiore dei casi, può portare anche alla morte».(m.t.)

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