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Ex Kartos, ordinanza per la rimozione dei tetti di amianto

Ex Kartos, ordinanza per la rimozione dei tetti di amianto

Montecatini, firmato l’atto per lo stabile di via Tevere

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MONTECATINI. Visto il buon esito registrato al cinema Adriano, il Comune ci riprova anche con l'area ex Kartos ed emette un'ordinanza (firmata mercoledì 16 marzo) con l'obiettivo di far smantellare i manufatti in cemento amianto che coprono l'immobile. L'atto obbliga l'amministratore unico della società proprietaria della struttura di via Tevere a rimuovere l'eternit entro novanta giorni dalla notifica (tempo minimo necessario richiesto dalla Asl), sulla base del principio di “massima cautela nei confronti di agenti cancerogeni”.

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La vicenda ex Kartos - nei fatti non troppo differente da quella dell'ex cinema Adriano di via San Martino, i cui lavori di rimozione sono finalmente iniziati questa settimana, dopo un lungo iter nel quale il Comune ha più volte sollecitato l'intervento della proprietà - ha avuto il suo prologo nel 2011. A seguito di accertamenti effettuati dal personale della Asl 3, nell'immobile fu rilevata la presenza di manufatti in cemento amianto. La Asl chiese alla società proprietariala presentazione di una valutazione tecnica dello stato di conservazione della copertura in eternit. Da qui sono risultate quattro coperture, tra cui una tettoia-parcheggio, priva di fibre di amiant,o e le tre da rimuovere: per ognuna di queste la Asl ha espresso all'epoca il proprio parere, indicando le date per la rimozione dei manufatti contenenti amianto: la tettoia del magazzino bombole da rimuovere nel settembre 2012; la copertura del fabbricato principale oltre a quella del magazzino lato sud entro il 31 dicembre del 2015.

La tettoia del magazzino bombole è stata rimossa nei termini prescritti. «Purtroppo - si legge in un comunicato del Comune - non risulta pervenuta alcuna documentazione relativa al piano di lavoro per l'intervento di rimozione della copertura del fabbricato principale e della copertura del magazzino lato sud. Questo nonostante sia intercorso un fitto scambio di mail tra l'ufficio ambiente e la società, nella quale il Comune ha continuato a insistere per l'avvio dei lavori di rimozione e malgrado le comunicazioni con cui l'Asl ha ribadito che gli interventi di bonifica sarebbero dovuti avvenire entro la fine dello scorso anno». In caso di inadempienza a quanto prescritto dall'ordinanza, «si procederà d'ufficio con successivo recupero delle spese sostenute a carico dell'obbligato».

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